Microsoft cambia rotta: Copilot punta sui modelli MAI e riduce la dipendenza da OpenAI

Secondo indiscrezioni giornalistiche Microsoft ha iniziato a sostituire parte dei modelli sviluppati da OpenAI e Anthropic con quelli realizzati internamente, denominati MAI, all'interno di applicazioni come Excel e Outlook

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Microsoft cambia rotta: Copilot punta sui modelli MAI e riduce la dipendenza da OpenAI

Per anni Microsoft e OpenAI hanno rappresentato il simbolo della collaborazione più importante nel mondo dell’intelligenza artificiale. L’investimento miliardario della società di Redmond nella creatrice di ChatGPT ha contribuito a cambiare gli equilibri del settore e ha dato vita a Copilot, oggi integrato in Windows e nella suite Microsoft 365. Ora, però, qualcosa sta cambiando. Secondo un’indiscrezione di Bloomberg, ripresa da numerose testate internazionali, Microsoft ha iniziato a sostituire parte dei modelli sviluppati da OpenAI e Anthropic con quelli realizzati internamente, denominati MAI, all’interno di applicazioni come Excel e Outlook.

La novità non significa una rottura con OpenAI. Le due aziende continuano a collaborare e restano legate da accordi strategici di lungo periodo. Tuttavia rappresenta un passaggio importante, perché dimostra che Microsoft vuole diventare sempre più autonoma nello sviluppo della propria tecnologia AI.

Secondo le informazioni emerse, decine di migliaia di richieste ogni settimana vengono già elaborate dai modelli MAI invece che da quelli di OpenAI o Anthropic. Il cambiamento, almeno per il momento, interessa una parte limitata delle funzionalità di Copilot, ma segna l’inizio di una strategia destinata probabilmente ad ampliarsi nei prossimi mesi.

La ragione principale è economica. Ogni richiesta inviata a un modello linguistico ha un costo di elaborazione. Quando Microsoft utilizza modelli di aziende esterne deve sostenere una spesa che cresce con l’aumento degli utenti. Disporre di modelli proprietari permette invece di ridurre i costi operativi, ottimizzare le risorse dei data center e scegliere di volta in volta quale sistema impiegare in base alla complessità della richiesta. Le attività più semplici possono essere gestite dai modelli MAI, mentre quelle che richiedono capacità di ragionamento più avanzate possono ancora essere affidate ai modelli di OpenAI.

Dietro questa scelta c’è però anche una motivazione strategica. Negli ultimi mesi tutte le grandi aziende tecnologiche stanno investendo nella costruzione di modelli proprietari. Google sviluppa Gemini, Meta punta sulla famiglia Llama, Anthropic continua l’evoluzione di Claude e ora Microsoft accelera con MAI. L’obiettivo è non dipendere esclusivamente da tecnologie sviluppate da altri e controllare direttamente una parte fondamentale della catena del valore.

Non è un caso che durante la conferenza Build 2026 Microsoft abbia presentato sette nuovi modelli MAI, dedicati al ragionamento, alla programmazione, alla generazione di immagini, alla voce e alla trascrizione. Nel presentare la nuova famiglia di modelli, il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha spiegato che l’obiettivo è costruire “una hill-climbing machine“, cioè un ecosistema capace di migliorare continuamente attraverso ricerca, dati e utilizzo reale.

Per gli utenti, almeno nel breve periodo, cambierà poco. Chi utilizza Copilot in Excel o Outlook continuerà a vedere la stessa interfaccia e le stesse funzioni. Sarà il sistema a decidere automaticamente quale modello utilizzare, privilegiando quello più efficiente in termini di prestazioni e costi. Proprio questa invisibilità della tecnologia potrebbe rappresentare uno degli aspetti più interessanti della strategia Microsoft. L’utente non sceglierà più il modello, ma si limiterà a ottenere il risultato.

Resta comunque un interrogativo importante. I modelli MAI sono già competitivi con GPT o Claude? Microsoft sostiene di aver raggiunto risultati molto elevati, ma gli osservatori ritengono che, almeno nelle attività di ragionamento più sofisticate e nella programmazione complessa, i modelli di OpenAI e Anthropic conservino ancora un vantaggio. È proprio per questo che Microsoft non sta abbandonando i partner, ma sta adottando un approccio graduale basato sul cosiddetto modello “good enough“. Se un modello interno è sufficientemente efficace per una determinata attività e costa meno, diventa la scelta più conveniente.

Questa decisione racconta anche qualcosa di più ampio. La corsa all’AI non riguarda più soltanto chi realizza il modello più potente, ma chi riesce a costruire un ecosistema sostenibile dal punto di vista economico. In una fase in cui miliardi di richieste vengono elaborate ogni giorno, ridurre anche di pochi centesimi il costo di ogni elaborazione può tradursi in miliardi di dollari di risparmio. Per Microsoft, quindi, MAI non è soltanto una nuova famiglia di modelli. È il tassello con cui rafforzare la propria indipendenza tecnologica e prepararsi alla prossima fase della competizione globale sull’AI.

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