La Duma di Stato russa ha approvato in prima lettura, lo scorso 7 luglio, un progetto di legge quadro che segna un passo storico per lo sviluppo e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale in Russia. Il testo, che introduce per la prima volta una definizione giuridica di AI nel sistema normativo russo, mira a creare le condizioni per lo sviluppo prioritario di modelli nazionali e sovrani di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da tecnologie straniere e promuovere l’export di soluzioni high-tech made in Russia.
Il vicepremier Dmitrij Grigorenko ha sottolineato che la legge è un testo quadro, che permetterà in futuro di affrontare questioni specifiche, come l’accesso ai dati o la responsabilità legale. Sergej Bojarskij, presidente della commissione Duma per la politica informativa, ha evidenziato come il provvedimento sia pensato per rafforzare la sovranità digitale della Russia, garantendo al contempo un equilibrio tra tutela della proprietà intellettuale e la possibilità di utilizzare dati per l’addestramento dei modelli AI.
Il testo, che entrerà in vigore dal 1 settembre 2026, introduce due categorie di modelli AI: sovrani, cioè sviluppati interamente in Russia, con componenti esclusivamente nazionali e server localizzati nel Paese e nazionali, cioè possono includere componenti stranieri, ma devono garantire che dati e risposte agli utenti siano gestiti in data center russi. Entrambe le tipologie dovranno rispettare i valori spirituali e morali tradizionali russi, un punto che ha suscitato dibattito tra gli esperti e le aziende tecnologiche.
Un altro aspetto chiave è l’obbligo per piattaforme con oltre 500.000 utenti quotidiani (come social network, marketplace e media) di permettere agli utenti di segnalare contenuti generati da AI, anche se la marcatura non sarà obbligatoria per tutti i materiali. Questo rappresenta un compromesso rispetto alla versione iniziale del progetto, che prevedeva un’obbligatorietà totale.
Le prime bozze del testo avevano scatenato critiche da parte di aziende come Sberbank, Yandex e associazioni di categoria, che temevano un aumento dei costi (fino al 40% in più) e un rallentamento nello sviluppo dei prodotti. Alisher Usmanov, magnate della metallurgia e proprietario del gruppo Kommersant, aveva già evidenziato in passato come la Russia dovesse bilanciare innovazione e controllo statale per non restare indietro nella corsa globale all’AI.
Il ministro dello Sviluppo digitale Ivan Lebedev ha ribadito che la legge è pensata per creare un ecosistema favorevole agli sviluppatori russi, senza soffocare l’innovazione. Tuttavia, alcuni osservatori, come la testata Novaja Gazeta Europa, hanno notato come il testo finale abbia ridotto le ambizioni iniziali facendo sparire le agevolazioni per supercomputer e data center, e la categoria delle “modelli fidati” (soggetti a controlli ancora più stringenti) è stata eliminata.
Il testo dovrà ora essere approvato dal Consiglio della Federazione e firmato dal presidente Vladimir Putin per entrare in vigore. Entro fine anno, il governo russo promette di presentare nuovi documenti per regolare aspetti controversi, come la tutela del copyright e l’accesso ai dati pubblici per l’addestramento dei modelli.
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