Una nuova proposta di legge presentata da Avs, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e +Europa chiede di vietare l’uso dell’intelligenza artificiale a fini politici durante le campagne elettorali. L’obiettivo è contrastare l’uso di deepfake, contenuti falsi e messaggi automatizzati che potrebbero influenzare il voto degli elettori. La opposizioni vogliono rendere la legge già operativa per la campagna elettorale in corso in vista del prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
Secondo i promotori appartenenti ai diversi schieramenti, il provvedimento servirebbe a “tutelare la trasparenza del dibattito democratico” e a garantire che gli elettori ricevano informazioni autentiche prima di decidere il loro schieramento. Diversi studi recenti indicano in alcuni casi che oltre il 60% degli utenti online fatica a distinguere contenuti reali da quelli generati artificialmente, soprattutto in contesti politici.
La proposta di legge ha già acceso un dibattito. Alcuni la considerano una misura necessaria per proteggere il processo democratico, mentre altri temono che possa rappresentare una strategia illiberale per soffocare la libertà nel dibattito politico. Il Parlamento dovrà ora valutare come bilanciare innovazione e tutela dei cittadini, in un contesto in cui l’AI sta trasformando profondamente l’informazione e la politica. Emerge però con chiarezza che la preoccupazione che la tecnologia possa diventare un elemento in grado di spostare gli equilibri elettorali è sempre più evidente e presente nel contesto politico europeo e non solo, e ad oggi la regolamentazione scarseggia.
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