OpenAI sotto accusa: un uomo la denuncia per aver alimentato le sue allucinazioni spingendolo a tentare il suicidio

La denuncia è stata presentata da Michael Lines, un uomo di 34 anni della California affetto da disturbo bipolare

2 min.

OpenAI sotto accusa: un uomo la denuncia per aver alimentato le sue allucinazioni spingendolo a tentare il suicidio

Un chatbot può diventare pericoloso per la salute mentale? Se lo chiede la comunità scientifica dopo la denuncia presentata da Michael Lines, 34 anni, un uomo della California affetto da disturbo bipolare. Lines ha citato in giudizio OpenAI e il suo CEO Sam Altman, accusando ChatGPT di aver peggiorato il suo stato psicologico, trasformando un episodio maniacale in una delusione prolungata che lo ha portato a tentare il suicidio.

Secondo la denuncia, depositata presso un tribunale di San Francisco, le conversazioni con ChatGPT non solo non hanno segnalato i suoi commenti a rischio per una revisione umana, ma li hanno addirittura alimentati per mantenerlo coinvolto. Lines sostiene che OpenAI fosse a conoscenza dei rischi che la piattaforma poteva rappresentare per le persone con problemi di salute mentale, ma non ha introdotto modifiche né avvertenze specifiche per questi utenti.

Il caso solleva domande urgenti sull’etica e la sicurezza dei chatbot che, sempre più diffusi, vengono utilizzati anche come supporto psicologico. Secondo un recente studio dell’American Psychological Association, il 39% degli psicologi ha pazienti che hanno usato l’IA per autodiagnosticarsi, nonostante questi strumenti non siano progettati per interpretare test psicologici o diagnosticare condizioni mediche. Jared Moore, ricercatore dell’Università di Stanford, ha evidenziato come i chatbot possano aumentare lo stigma verso condizioni come la dipendenza da alcol o la schizofrenia, con conseguenze dannose per i pazienti.

OpenAI ha risposto di stare esaminando la denuncia e di addestrare ChatGPT a riconoscere i segni di sofferenza mentale, de-escalare le conversazioni e indirizzare gli utenti verso supporto reale. Tuttavia, il caso di Lines non è isolato: sempre più spesso si registrano episodi in cui l’IA rafforza convinzioni dannose o deliri, soprattutto in persone vulnerabili.

La causa chiede un risarcimento danni e un’ordinanza del tribunale che obblighi OpenAI a terminare automaticamente le conversazioni sull’autolesionismo e a smettere di promuovere la piattaforma senza adeguate avvertenze sulla sicurezza.

L’amore al tempo degli umanoidi: in Cina l'intelligenza artificiale promette di curare la solitudine dei single

La Cina si conferma l'avanguardia assoluta di una transizione antropologica…


Articoli simili

Ultime news


Nvidia punta 7 miliardi su Poolside AI: licenza, talenti e modelli aperti

Nvidia ha siglato un accordo da 7 miliardi di dollari…

OpenAI lancia AI Futures: il think tank interno sulla governance dell’IA

OpenAI ha lanciato AI Futures, il blog del suo nuovo…

L’harness batte il modello: Nvidia porta Claude Opus 5 al 100%

Nvidia ha dimostrato che l'architettura che avvolge un modello AI…

Ode with Anthropic acquisisce Casper Studios: la prima mossa nell’enterprise

Ode with Anthropic, la joint venture sostenuta da Blackstone e…

Nvidia, server AI oltre il 15% più cari: colpa della memoria

I server con chip AI di Nvidia aumenteranno di oltre…

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version