L’intelligenza artificiale di OpenAI compie un passo ulteriore verso la sicurezza emotiva e psicologica dei suoi utenti. Con il lancio della nuova funzione Trusted Contact (Contatto di Fiducia), ChatGPT non si limita più a rispondere a domande o generare testi, ma punta a diventare un ponte verso il supporto umano reale.
La funzionalità, disponibile da maggio 2026 per tutti gli utenti maggiorenni, permette di indicare nelle impostazioni una persona cara che verrà allertata qualora l’AI rilevi segnali di una grave crisi psicologica o rischio di autolesionismo durante una conversazione. L’attivazione è semplice. Una volta inserito il nominativo, il contatto riceve un invito che deve accettare entro sette giorni. In questo modo, OpenAI cerca di mitigare uno dei rischi più discussi legati all’AI: l’isolamento sociale e il rischio che il chatbot diventi l’unico, e talvolta pericoloso, interlocutore per persone in condizioni di fragilità.
Il cuore del sistema risiede in un delicato equilibrio tra automazione e supervisione umana. Non sarà solo un algoritmo a decidere se inviare un allarme. Infatti, se i sistemi di monitoraggio rilevano una conversazione preoccupante, questa viene immediatamente inoltrata a un team di revisori umani specializzati, con l’obiettivo di valutare la situazione entro un’ora. Per tutelare la privacy, il contatto di fiducia non riceverà mai le trascrizioni della chat; riceverà invece una notifica generica che segnala il momento difficile vissuto dall’utente, fornendo suggerimenti su come iniziare un dialogo di supporto. “La scienza psicologica dimostra costantemente che la connessione sociale è un potente fattore protettivo, specialmente durante i periodi di disagio emotivo”, ha dichiarato il Dr. Arthur Evans, CEO dell’American Psychological Association, sottolineando come identificare in anticipo una persona di fiducia possa facilitare la richiesta di aiuto nel mondo reale.
Questa iniziativa non nasce nel vuoto, ma in risposta a una crescente pressione etica e legale sul settore. Secondo i dati di piattaforme come LLMDeathCount, tra il 2023 e il 2026 sono stati registrati decine di casi critici legati all’uso prolungato di chatbot in situazioni di crisi. Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, ha descritto la funzione come un modo per incoraggiare il collegamento a “sistemi di supporto offline durante i momenti sensibili”. Nonostante l’innovazione, l’azienda sottolinea che il Contatto di Fiducia non sostituisce i servizi di emergenza o i professionisti della salute mentale, ma si affianca alle linee telefoniche di assistenza già integrate. Con oltre 900 milioni di utenti settimanali, la sfida per OpenAI è ora dimostrare che l’AI può davvero agire come un guardiano responsabile, capace di riconoscere quando è il momento di farsi da parte per lasciare spazio al calore e all’intervento umano.
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