OpenAI, nuovo smacco a Microsoft: trattative segrete per usare il cloud di Google

L'accordo darebbe ad OpenAI accesso ai server di Google per aumentare la potenza di calcolo utile al suo traffico elevato. Google in cambio rafforzerebbe la sua posizione

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OpenAI, nuovo smacco a Microsoft: trattative segrete per usare il cloud di Google

Secondo quanto riportano Reuters e diverse testate internazionali, OpenAI avrebbe raggiunto un accordo con Google dopo diversi mesi di trattative segrete. Al centro di questo accordo c’è la possibilità per OpenAI di servirsi in futuro dell’infrastruttura cloud di Google, un’opzione che sarebbe in grado di rivoluzionare non di poco l’intero mercato dell’AI.

Secondo le ricostruzioni, l’intesa è stata finalizzata nel mese di maggio e ora le due società sono ai dettagli finali. La notizia è clamorosa perché fino a pochi mesi fa sarebbe stato impensabile uno scenario simile. In primis in virtù della forte competizione che intercorre fra Google e OpenAI e, in secondo luogo, anche per il legame esclusivo fra OpenAI e Microsoft affievolitosi a partire da fine 2024. Da quel momento in poi OpenAI ha incluso nuovi partner per diversificare i propri fornitori.

In molti si chiedono perché OpenAI abbia deciso di affidarsi ad un concorrente. La risposta è legata al grande aumento di domanda dei servizi di OpenAI registrata negli ultimi mesi, una crescita che implica la necessità di ampliare la potenza di calcolo e accedere a delle fondamentali nuove risorse per riuscire a sostenere il traffico richiesto. Per questo OpenAI avrà accesso alla potenza di calcolo dei data center di Google Cloud per addestrare e mantenere i propri modelli di intelligenza artificiale.

Allo stesso modo l’accordo rappresenterebbe un successo anche per Google, che si posizionerebbe al primo posto come riferimento di tutte quelle startup che lavorano a progetti AI superando i più insidiosi rivali come Amazon e Microsoft.

Non è ancora chiaro se Google diventerà prossimamente l’unico fornitore di server su cui si appoggerà ChatGPT o se la società di Sam Altman manterrà attive anche le altre partnership già in corso. Sicuramente questo passo in avanti è il segno di un sostanziale diversificazione che può solamente migliorare la potenza e la posizione sul mercato di OpenAI.

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