Le stanze del potere a Washington stanno cambiando volto. Non sono più solo i grandi produttori di automobili o i giganti dell’energia a spendere milioni per influenzare le leggi. Ora, al centro della battaglia politica statunitense ci sono le aziende che costruiscono il futuro dell’intelligenza artificiale. I dati di lobbying federali appena pubblicati per il terzo trimestre dell’anno, che va da luglio a settembre, raccontano una storia di investimenti record e di una guerra per il controllo del settore più rivoluzionario della storia recente. OpenAI, Anthropic e Nvidia hanno speso complessivamente circa 7,5 milioni di dollari solo in questo trimestre, raggiungendo un livello di influenza senza precedenti.
Nvidia si è confermata la più aggressiva in questa corsa. Il colosso dei chip ha speso circa 2,2 milioni di dollari, il suo investimento più alto da quando ha iniziato a fare lobbying. Segue da vicino Anthropic con 2,1 milioni di dollari e OpenAI con 1,5 milioni. Questi numeri non sono isolati. Già nel secondo trimestre dello stesso anno, le due principali aziende di intelligenza artificiale avevano registrato un aumento del 23% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. La tendenza è chiara. Le aziende che costruiscono i modelli linguistici e i chip che li alimentano stanno capendo che il successo del loro prodotto dipende sempre più dalle regole che vengono scritte nei corridoi del Congresso e dalle agenzie governative.
La spesa per il lobbying non è mai stata così alta perché le pressioni esterne sono diventate insostenibili. Il settore dell’AI si trova sotto una lente d’ingrandimento senza pari. Da un lato, la tecnologia tradizionale e il settore della difesa stanno cercando di difendere i propri spazi, temendo di essere superati da una nuova ondata di automazione e capacità computazionale. Dall’altro, ci sono le crescenti preoccupazioni per le pratiche antitrust. Alcuni critici sostengono che i giganti dell’AI stiano coordinando i propri passi per rallentare artificialmente il mercato o per creare barriere all’ingresso che favoriscano solo i più grandi. In questo contesto, il lobbying diventa un’arma difensiva e offensiva allo stesso tempo.
I temi su cui queste aziende puntano i loro lobbisti sono specifici e cruciali. Non si tratta solo di tasse o sussidi. Le aziende di AI vogliono influenzare le regole sulla sicurezza nazionale, l’immigrazione per i talenti tecnici e le normative sulla privacy dei dati. Vogliono anche evitare che vengano approvate leggi troppo restrittive che potrebbero bloccare l’innovazione o favorire i concorrenti stranieri. Come ha notato un analista del settore, la velocità con cui la tecnologia evolve supera di gran lunga la capacità dei legislatori di capirla. Questo crea un vuoto di potere che le grandi aziende colmano con la loro presenza costante a Washington.
Il contesto globale rende questa battaglia ancora più delicata. Gli Stati Uniti sono in una corsa contro la Cina per il dominio tecnologico. L’amministrazione USA sta cercando di bilanciare la necessità di proteggere i segreti nazionali con la volontà di non soffocare l’industria privata. Le aziende di AI sfruttano questa tensione. Sottolineano spesso che un’eccessiva regolamentazione potrebbe indebolire la posizione statunitense nel mondo. Tuttavia, questa strategia non manca di suscitare polemiche. Molti osservatori temono che le aziende stiano diventando troppo potenti e che stiano comprando un’influenza sproporzionata sulle decisioni pubbliche.
La storia del lobbying ci insegna che il denaro non compra sempre le leggi, ma compra sicuramente l’accesso. Con milioni di dollari da spendere, OpenAI, Anthropic e Nvidia possono permettersi di avere incontri costanti con i senatori e i funzionari governativi. Possono finanziare studi che sostengono le loro posizioni e mobilitare i loro dipendenti per scrivere email ai propri rappresentanti. Questo scenario pone una domanda fondamentale per la democrazia USA. Quanto dovrebbe costare per avere voce in capitolo nel futuro della società? Mentre i modelli di AI diventano sempre più potenti, la trasparenza su chi sta influenzando le loro regole diventa una questione di interesse pubblico. Il terzo trimestre del 2026 segna un punto di svolta in questa lunga e complessa battaglia.
OpenAI e Anthropic: oltre 50 milioni di dollari per comprare il Congresso
I due giganti dell'IA americana hanno versato decine di milioni…
