Canva ha lanciato Canva Craft, il suo primo modello di generazione di immagini sviluppato in casa. La novità sta nel metodo: prima di disegnare, il modello costruisce un piano del progetto. È disponibile in tutto il mondo, per tutti gli utenti, attraverso l’opzione Dream Lab dell’interfaccia.
Il funzionamento è in due fasi. Nella prima il modello interpreta il prompt e produce un piano che descrive le relazioni spaziali tra gli elementi, la scala relativa, la gerarchia visiva e le informazioni per il testo. Nella seconda genera l’immagine, fino a una risoluzione 2K e in oltre 30 proporzioni diverse, pensate per le varie piattaforme. Secondo Canva questo passaggio dà più precisione e coerenza, soprattutto nei layout complessi con caratteri leggibili e oggetti posizionati con esattezza. Permette anche modifiche mirate senza toccare le parti che non c’entrano.
I dati di addestramento sono insoliti. Craft è stato allenato su milioni di template realizzati da designer umani presenti nella libreria Canva: post per i social, presentazioni, infografiche, menu, poster e impaginati ricchi di tipografia. Non solo fotografie, quindi. Per Canva è questo che migliora testo e composizione. Hanno contribuito alla ricerca anche i team di Leonardo.ai, la startup acquisita dall’azienda nel 2024.
Le immagini generate possono diventare progetti a livelli modificabili tramite Canva Magic, un trasformatore da immagine a design collegato al modello che in Canva capisce struttura e livelli. Il modello arriverà anche tramite API. Canva prevede poi un’integrazione con agenti e chatbot attraverso il Model Context Protocol, compresi ChatGPT e Gemini, anche se questi canali non sono ancora disponibili in via generale.
Il contesto spiega la scelta. Finora Canva ha usato una serie di modelli di terzi per le immagini, e dipendere da OpenAI, Google, ByteDance o Meta significa dipendere da concorrenti diretti. Quelle aziende hanno le risorse per costruire funzioni di design proprie. Canva risponde con un modello cucito sul suo lavoro quotidiano, dopo il Canva Design Model del 2025 con i suoi livelli editabili e il lancio di Canva AI 2.0 ad aprile. A fine 2025 l’azienda contava oltre 265 milioni di utenti attivi al mese e 4 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annui, una base che dà al modello un banco di prova immediato.
Per chi usa Canva ogni giorno cambia poco in superficie e molto in pratica: meno tentativi per far comparire il testo giusto nel posto giusto, e un’immagine che si può aprire e correggere invece di rigenerare da zero. Controllare il modello significa anche poter decidere costi, tempi e regole di moderazione senza passare da un fornitore esterno.
La prova vera sarà il confronto diretto. Se la pianificazione si dimostrerà più affidabile dei modelli generalisti su poster e grafiche con molto testo, Canva potrà offrire Craft anche fuori dalla propria app, dentro i chatbot dove oggi si genera gran parte delle immagini.
