Secondo un recente studio condotto dalla società di consulenza statunitense S&P Global, la crescita del settore dell’intelligenza artificiale e quello della difesa faranno aumentare la domanda di rame del 50% entro il 2040, passando dalle 28 milioni di tonnellate odierne a 42.
Il problema è che le previsioni sulle forniture indicano che senza un aumento del riciclaggio e dell’estrazione della materia prima, ci sarà uno scarto di oltre 10 milioni tonnellate fra domanda e disponibilità di mercato, che potrà causare un possibile aumento vertiginoso dei prezzi. Negli ultimi 5 anni il prezzo del rame ha già subito una crescita significativa. Dopo la pandemia di covid-19 del 2020 il suo valore ha avuto un aumento costante che lo ha fatto passare dai precedenti 6.000/7.000 dollari per tonnellata ai 12.000/13.000 del 2025.
Il rame è uno dei migliori metalli conduttori di elettricità, è resistente alla corrosione e semplice da modellare. Queste caratteristiche lo rendono un elemento già ampiamente utilizzato in settori come edilizia, trasporti, industria dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili, tecnologia ed elettronica.
Dan Yergin, vicepresidente di S&P e uno degli autori del rapporto, ha affermato che la crescita della domanda di rame segue il processo di elettrificazione del mondo, sottolineando che “il rame è il metallo dell’elettrificazione”. Ad oggi Cile e Perù sono i principali minatori di rame, mentre la Cina è il paese che ne lavora di più e gli Stati Uniti importano circa la metà del loro fabbisogno.
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