Anthropic ha raggiunto una valutazione implicita di 1.500 miliardi di dollari sui mercati secondari privati. Un numero che supera qualsiasi cifra mai toccata da un’azienda di intelligenza artificiale non ancora quotata in borsa, e che mette definitivamente OpenAI in secondo piano: la società di Sam Altman viaggia intorno agli 850-908 miliardi di dollari sulle stesse piattaforme.
Il problema è che comprare queste azioni è quasi impossibile. Chi le possiede non le vende. Gli early investor e i dipendenti, consapevoli della traiettoria dell’azienda e dell’imminente quotazione pubblica, preferiscono aspettare. Il CEO di Rainmaker Securities, Glen Anderson, ha descritto la situazione con una frase precisa: “La domanda supera l’offerta a tal punto che è raro riuscire a chiudere un’operazione perché nessuno vende.” Sul fronte dei dati concreti, la piattaforma Caplight registra un rapporto di circa cinque acquirenti potenziali di azioni Anthropic ogni due interessati a OpenAI.
Il percorso che ha portato fin qui è accelerato in modo visibile. A maggio 2026, Anthropic ha chiuso un Series H a 965 miliardi di valutazione primaria. Nel giro di poche settimane, i mercati secondari hanno già incorporato un premio del 55% su quella cifra. La crescita dei ricavi spiega almeno in parte la febbre degli investitori: il run rate annualizzato era di circa 9 miliardi di dollari a fine 2025 e aveva già raggiunto 30 miliardi entro marzo 2026, trainato principalmente dall’adozione enterprise di Claude Code e dai prodotti API. Un salto del 233% in un trimestre solo.
Le transazioni sui mercati secondari avvengono perlopiù tramite SPV, veicoli societari che aggregano capitali da più investitori in un’unica operazione. Anthropic ha preso le distanze da questa pratica: sul suo sito avverte esplicitamente che qualsiasi offerta di partecipazione indiretta all’investimento va considerata non valida. Nonostante questo, la macchina non si ferma. La domanda viene semplicemente re-indirizzata verso i pochi titolari disposti a trattare, che chiedono premi sempre più alti.
L’azienda ha presentato domanda di quotazione pubblica a giugno 2026. Finché il debutto non avviene, chiunque voglia una posizione deve passare per il mercato secondario, acquistando azioni da chi già le detiene — e accettando le condizioni di chi vende: nessun diritto di voto, nessuna garanzia di liquidità, nessuna voce in capitolo sulle decisioni aziendali. Il CEO di Caplight, Javier Avalos, ha definito Anthropic “l’azienda più ricercata che il mercato secondario venture abbia mai visto.” La crescita anno su anno della valutazione implicita segna un +550%.
Quando arriverà la quotazione, gli investitori istituzionali che oggi non riescono ad entrare avranno finalmente accesso diretto. A quel punto, la domanda compressa che oggi alimenta i record sui mercati privati si riverserà sul mercato pubblico. Se i ricavi continueranno a crescere ai ritmi attuali, la valutazione di 1.500 miliardi potrebbe sembrare, a posteriori, un punto di partenza.
