QumulusAI ha siglato un accordo GPU-as-a-Service con DRW, società di trading globale attiva su commodities, derivati e asset class emergenti, per fornire un cluster dedicato NVIDIA Blackwell B300. Il contratto parte da un anno e include tre opzioni di rinnovo annuale, con una durata massima di quattro anni. La capacità sarà erogata dai data center statunitensi di QumulusAI.
L’accordo con DRW è il secondo in pochi giorni rivolto al settore finanziario. Il 7 agosto, QumulusAI aveva già firmato un’intesa con un hedge fund agentico per la fornitura di GPU Blackwell. Prima di allora, a luglio, era arrivato un contratto triennale da 71,9 milioni di dollari con un provider di piattaforme di AI inference, per capacità sia B300 che B200. Il totale degli accordi annunciati dalla società supera ora i 246 milioni di dollari dal giugno scorso.
DRW non è un cliente qualsiasi nel mondo del calcolo ad alta intensità. La società ha incubato Compute Exchange, un marketplace che mette in contatto aziende in cerca di capacità GPU con i provider di infrastruttura, e Silicon Data, che sviluppa benchmark di prezzo, indici e contratti futures sul mercato del compute GPU. In altre parole, DRW conosce bene questo mercato dall’interno. La scelta di affidarsi a QumulusAI per un cluster dedicato Blackwell B300 è quindi un segnale preciso sulla direzione verso cui si muove la domanda istituzionale di potenza di calcolo.
Dal lato dell’offerta, QumulusAI ha acquistato 1.632 GPU NVIDIA Blackwell B300 su 204 sistemi HGX B300, finanziandosi principalmente attraverso Technology Finance Corporation e USD.ai. Il deployment include anche 192 GPU NVIDIA RTX PRO 6000 Blackwell per carichi di lavoro di visualizzazione e AI specializzata. L’espansione serve a coprire i contratti pluriennali già firmati, tra cui oltre 124 milioni di dollari in accordi triennali di AI inference.
Per le società di trading quantitativo, la velocità e la scala del calcolo non sono un dettaglio tecnico: determinano la qualità delle ricerche e la distanza tra un’ipotesi e una risposta concreta. Il CIO di DRW, Rich Norman, ha confermato che la nuova capacità GPU servirà a “eseguire ricerche più complesse a scala maggiore” e a ridurre i tempi tra l’ideazione e la verifica empirica. Questo tipo di cliente — esigente, sofisticato, abituato a misurare tutto — è un test credibile per qualsiasi infrastruttura cloud.
QumulusAI punta a raggiungere un fatturato ricorrente annualizzato di circa 300 milioni di dollari per il 2026, una crescita di circa trenta volte rispetto alle stime del 2025. Un obiettivo molto ambizioso. I contratti annunciati nell’estate costruiscono una base concreta in quella direzione: il settore finanziario, con i suoi requisiti estremi di latenza e affidabilità, potrebbe rivelarsi uno dei mercati più remunerativi per chi offre GPU di ultima generazione in modalità dedicata. Se la pipeline regge, QumulusAI potrebbe affermarsi come fornitore di riferimento per le istituzioni finanziarie che vogliono compute ad alte prestazioni senza gestire l’infrastruttura in proprio.
