Il ministero delle Forze Armate francese ha commissionato alla startup parigina Harmattan AI 5.000 microdroni Delco da osservazione, con l’obiettivo di abituare l’esercito di terra a un utilizzo massiccio dei droni sul campo di battaglia.
Si tratta di uno degli ordini più consistenti mai effettuati dalla Francia in questo settore, e arriva a meno di un anno dalla prima fornitura. Nel dicembre 2025, Harmattan AI aveva infatti già completato la produzione di 1.000 droni a costo controllato, ordinati dalla Direction Générale de l’Armement il 30 giugno precedente, e consegnati all’esercito nei mesi successivi per essere impiegati nell’esercitazione militare multinazionale Orion 2026.
La rapidità di esecuzione ha colpito le autorità militari. Come aveva dichiarato la ministra delle Forze Armate Catherine Vautrin lo scorso gennaio, meno di un anno era stato necessario tra il lancio del bando europeo a febbraio 2025 e la consegna dei primi mille droni, grazie a un processo semplificato basato sul dialogo diretto tra Stato e industria. «Questa reattività deve diventare il nostro nuovo standard», aveva aggiunto Vautrin.
Harmattan AI è una delle storie di crescita più sorprendenti nel panorama europeo della difesa. Fondata nell’aprile 2024 da Mouad M’Ghari, nato a Rabat nel 2000 e formatosi all’École Polytechnique, alla École Normale Supérieure e al MIT, la startup è diventata la prima unicorno francese del settore difesa in meno di due anni. A gennaio 2026, Dassault Aviation, il costruttore del caccia Rafale, ha guidato un round di finanziamento da 200 milioni di dollari, portando la valutazione dell’azienda a 1,4 miliardi di dollari.
La partnership non è solo finanziaria. Dassault integrerà le soluzioni di AI di Harmattan nei futuri standard del Rafale, in particolare il modello F5, e nei droni da combattimento che voleranno al suo fianco come “wingman” autonomi. Il CEO Mouad M’Ghari aveva commentato l’accordo definendolo «un passo decisivo verso una nuova generazione di sistemi di difesa autonomi», mentre il presidente Emmanuel Macron aveva parlato su X di «un’ottima notizia per la nostra autonomia strategica, per la superiorità tecnologica delle forze armate in materia di droni di difesa attivati dall’intelligenza artificiale, e per la nostra economia».
Il nuovo ordine da 5.000 droni si inserisce in una strategia più ampia di sovranità tecnologica che la Francia, e più in generale l’Europa, sta perseguendo con crescente urgenza. La guerra in Ucraina ha dimostrato che i droni leggeri e autonomi non sono più accessori tattici, ma strumenti centrali del conflitto moderno. Il modello Delco fornito all’esercito francese pesa 1,8 chilogrammi, ha un’autonomia di volo di 40 minuti ed è equipaggiato con telecamere a infrarossi prodotte dall’azienda francese Lynred.
Con questo secondo ordine massiccio, Harmattan AI consolida la propria posizione come fornitore strategico nazionale, avendo già battuto numerose aziende europee in sede di gara grazie al basso costo unitario, alla capacità produttiva rapida e alle prestazioni tecniche validate in fase pre-contrattuale. L’azienda ha già ricevuto commesse anche dal Ministero della Difesa britannico e ha avviato collaborazioni in Ucraina e Marocco, confermando un’espansione internazionale che pochi avrebbero immaginato per una startup nata appena due anni fa.
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