Alphabet ha perso quasi 175 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola seduta dopo l’annuncio della più grande riorganizzazione dell’AI nella storia recente di Google. Le azioni sono crollate fino al 5%. Il mercato non ha gradito.
Al centro della mossa c’è Demis Hassabis, che lascia la guida operativa quotidiana di Google DeepMind per assumere il ruolo di Chair della divisione e di Chief Scientist di Alphabet, continuando parallelamente a dirigere Isomorphic Labs. Al suo posto nella catena di comando sale Koray Kavukcuoglu, promosso a Senior Vice President di Google DeepMind con riporto diretto a Sundar Pichai. Kavukcuoglu — tredici anni in DeepMind, tra i padri di WaveNet e DQN — prenderà in mano lo sviluppo dei modelli Gemini, la ricerca di frontiera e i team dedicati agli sviluppatori. La mossa è netta: più ricerca pura per Hassabis, più esecuzione per Kavukcuoglu.
Contestualmente, Jeff Dean, uno dei più longevi e riconosciuti ricercatori AI di Google, lascia l’azienda. La sua uscita ha pesato sull’umore degli investitori quanto, se non più, del resto della riorganizzazione. Dean è stato per anni il simbolo della credibilità tecnica di Google nel campo dell’AI profonda. Perderlo in un momento in cui la pressione competitiva di OpenAI e Anthropic è al massimo storico non è un segnale che il mercato poteva ignorare.
Il tempismo è tutt’altro che casuale. Google aveva annunciato che il pre-training di Gemini 4 è in corso con progressi descritti come solidi, ma nessuna data di lancio è stata comunicata. Reuters aveva già riferito che il modello non aveva rispettato il calendario previsto per giugno. La nuova struttura deve ora dimostrare di poter consegnare un prodotto che regga il confronto con i modelli rivali, in un settore dove i mesi contano.
Eppure i numeri di Alphabet raccontano una storia diversa dalla reazione di borsa. Nel secondo trimestre il fatturato è cresciuto del 24% anno su anno, raggiungendo 119,8 miliardi di dollari. Il Cloud ha registrato un +82% a 24,8 miliardi, con un backlog ordini salito a 514 miliardi. Gemini conta 950 milioni di utenti mensili. Sono dati che fotografano il trimestre precedente alla riorganizzazione, ma mostrano che la macchina commerciale gira. Il problema, agli occhi degli investitori, è cosa succederà nei prossimi trimestri con una catena di comando ridisegnata e un modello flagship in ritardo.
Alphabet ha già dichiarato spese in conto capitale tra 195 e 205 miliardi di dollari per il 2026. Una cifra che riflette la scala degli investimenti necessari per restare competitivi nell’AI di frontiera. La questione che si pone ora non è se Google abbia le risorse — ce le ha — ma se la nuova struttura riesca a tradurre quelle risorse in prodotti che arrivino sul mercato prima dei concorrenti. Hassabis libero dai vincoli operativi potrebbe accelerare la ricerca fondamentale. Kavukcuoglu con pieni poteri esecutivi potrebbe rendere DeepMind più reattiva. O potrebbe non cambiare nulla di sostanziale. Il verdetto arriverà con Gemini 4.
