Teradyne Robotics e Sereact hanno annunciato il 21 ottobre a Berlino una partnership ufficiale. La piattaforma di physical AI Cortex di Sereact governa i bracci robotici di Universal Robots e punta ad automatizzare compiti poco strutturati, come la gestione dei resi e il piece-picking. Le due aziende dichiarano di aver già spedito centinaia di robot UR in sistemi a doppio braccio verso clienti europei.
Il caso più concreto è quello di Zalando. Nei centri logistici in Germania e in Polonia, i robot di Sereact e Universal Robots trattano in autonomia i capi di moda restituiti. È la prima fase di un piano più ampio: estendere l’automazione dei resi a tutta l’Europa e poi arrivare negli Stati Uniti. Per servire la domanda, Sereact ha aperto in estate una sede americana nell’area di Boston.
Cortex è un modello Vision-Language-Action. Significa che unisce visione, linguaggio e controllo del movimento per far afferrare e movimentare oggetti mai visti prima. Il software gira su NVIDIA Jetson Thor direttamente sulla cella di lavoro, dove l’inferenza deve rispettare i tempi della linea. Per sviluppo, validazione e aggiornamenti del modello nei siti si usa invece NVIDIA DGX Spark. La dimostrazione allo stand NVIDIA del GTC Berlin 2026 impiega due bracci UR12e-1300 su un’applicazione di resi già attiva in centri reali.
La logica commerciale è chiara. Sereact porta il software, Universal Robots l’hardware e una base installata di oltre 100.000 robot industriali. Jacob Pascual Pape, chief commercial officer di Teradyne Robotics, sostiene che la tecnologia sia ormai oltre la fase di demo e pilota. Il resto dello scenario applicativo è ampio: rifornimento dei negozi, smistamento, order induction, machine tending, kitting, imballaggio e consolidamento dei contenitori. Teradyne contribuisce inoltre con risorse SimReady OpenUSD per UR e MiR alla libreria su Hugging Face, così gli sviluppatori riutilizzano i modelli robotici in simulazione con meno lavoro di preparazione.
Il mercato dei resi è un banco di prova adatto: articoli misti, imballaggi variabili, nessuna regola fissa. Se i numeri di Zalando reggeranno anche in altri magazzini, la partnership potrebbe diventare un riferimento per i retailer europei. Il passaggio al Nord America dirà se il modello funziona fuori dai centri dove è stato addestrato.
