Julie Zhuo, ex responsabile del design di Facebook e imprenditrice tecnologica, ne è convinta. L’intera industria dell’intelligenza artificiale e la crescita delle sue aziende più promettenti si basano esclusivamente su delle “buone sensazioni”. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata al podcast di Lenny Rachitsky (Lenny’s Podcast).
Mai prima d’ora nella storia una singola industria aveva intercettato un simile livello di investimenti finanziari a tal punto che, in caso di fallimento, questo potrebbe indebolire tutto il sistema economico statunitense. Zhuo sostiene che la crescita dell’AI si basa su delle promesse potenziali e che della loro realizzazione concreta, al momento, non si intravede quasi nulla.
Oltre a ciò, nessuna delle grandi aziende che stanno accumulando enormi risorse finanziarie è preparata allo scenario che prima o poi si presenterà di fronte a loro: la cessazione del flusso di capitale di rischio. In quell’esatto momento, saranno le aziende più piccole e con minori tassi di accumulazione a sopravvivere, non quelle che hanno avuto delle crescite esplosive. Quest’ultime infatti avranno maggiori difficoltà nel capire a fondo cosa starà causando il loro rallentamento perché “non hanno una buona capacità di supervisione della propria attività”.
Anche secondo Zhuo, come hanno più volte fatto notare diversi analisti economico-finanziari, l’esplosione di una bolla dell’AI non è più una questione di se ma di quando. Semplicemente perché “la crescita non dura per sempre” e l’attuale esplosione dei finanziamenti all’intelligenza artificiale è insostenibile.
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