Samsung Electronics ha appena scritto una delle pagine più brillanti della sua storia. Nel secondo trimestre 2026, l’azienda sudcoreana ha registrato un balzo record degli utili operativi, con un aumento di circa 18 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il merito è tutto della domanda esponenziale di chip di memoria per l’AI, che ha spinto i prezzi alle stelle e creato una carenza globale di offerta. Gli analisti stimano che l’utile operativo abbia raggiunto i 86 trilioni di won (circa 56 miliardi di dollari), un risultato che consolida Samsung come leader indiscusso nel settore dei semiconduttori.
La crescita dell’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il mercato dei chip. I chip High Bandwidth Memory, fondamentali per i data center e i sistemi di AI, sono al centro di questa rivoluzione. Samsung, insieme a SK Hynix e Micron, controlla quasi l’intero mercato di questi componenti, e la domanda è talmente alta che le scorte sono esaurite fino al 2027, come ha avvertito Kim Jaejune, responsabile della divisione memoria di Samsung. Sanjeev Rana, analista di CLSA Securities Korea, ha sottolineato che i giganti del cloud e gli hyperscaler sono disposti a pagare un premio per assicurarsi le forniture, spingendo i margini operativi oltre il 50% per i chip DRAM.
Per rispondere a questa domanda senza precedenti, Samsung e SK Hynix hanno annunciato un investimento congiunto di 3.200 trilioni di won (2,07 trilioni di dollari) per espandere la capacità produttiva di chip in Corea del Sud. Samsung prevede di completare i propri investimenti tra il 2026 e il 2040, mentre SK Hynix non ha ancora definito una tempistica precisa. Tuttavia, gli esperti avvertono che un eventuale calo degli investimenti in AI potrebbe rappresentare un rischio per il settore. JPMorgan ha evidenziato che, se nel 2026 la spesa in memoria per AI rappresenta il 52% degli investimenti dei fornitori di cloud, questa percentuale potrebbe superare il 70% nel 2027, un livello che alcuni considerano insostenibile.
Le azioni di Samsung hanno toccato massimi storici nel 2026, con un rialzo del 62% da gennaio, superando ampiamente il mercato sudcoreano. La società ha superato la soglia del trilione di dollari di capitalizzazione di mercato a maggio 2026, grazie all’espansione dei margini e alla forte domanda di chip per AI. Ma non mancano le sfide: la carenza di memoria sta già avendo ripercussioni su altri settori, come quello degli smartphone e dei computer, dove i costi dei componenti sono in forte aumento. Jun Young-hyun, responsabile della divisione chip di Samsung, ha dichiarato durante l’assemblea degli azionisti che “ci aspettiamo un ambiente favorevole grazie alla domanda crescente di AI e alla continua carenza di memoria”, ma ha anche avvertito che i colli di bottiglia nell’alimentazione elettrica dei data center potrebbero rappresentare un ostacolo.
Gli analisti sono ottimisti, ma prudenti. Il mercato dei chip per AI è destinato a crescere a un tasso annuo del 28% fino al 2035, raggiungendo un valore di 1,1 trilioni di dollari. Samsung, con la sua leadership nei chip DRAM e NAND, è in pole position per cavarsela al meglio. Tuttavia, la sostenibilità di questa crescita dipenderà dalla capacità delle aziende di mantenere gli investimenti in AI e di gestire le sfide logistiche e produttive. Come ha sottolineato Chey Tae-won, presidente di SK Group, “la pressione della domanda di memoria legata all’AI potrebbe persistere fino al 2030”.
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