Samsung riapre a ChatGPT tre anni dopo il “caso del codice sorgente”

Ma l'azienda obbliga i dipendenti, prima dell'accesso, a un percorso obbligatorio di formazione sulla sicurezza

ChatGPT - Sicurezza 25 giu 2026

3 min.

Samsung riapre a ChatGPT tre anni dopo il “caso del codice sorgente”

Samsung Electronics porta ChatGPT Enterprise e Codex a tutti i suoi dipendenti in Corea del Sud e a quelli della divisione Device eXperience nel resto del mondo. L’annuncio è arrivato il 21 giugno 2026 ed è definito da OpenAI come uno dei più grandi deploy aziendali mai realizzati. La notizia ha un peso specifico particolare: è lo stesso gruppo che nel 2023 aveva vietato categoricamente l’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa a causa di gravi incidenti di sicurezza.

Si registra un’inversione netta. In aprile 2023, nel giro di meno di venti giorni dall’apertura dell’accesso a ChatGPT, tre ingegneri Samsung caricarono sulla piattaforma dati proprietari riservati: codice sorgente, specifiche hardware per la produzione di semiconduttori, trascrizioni di riunioni interne. Il ban arrivò immediato e si estese a tutti i dispositivi aziendali. Quella vicenda aveva avuto un effetto a catena: Apple, JPMorgan Chase e Amazon introdussero restrizioni simili nelle settimane successive. Tre anni dopo, Samsung torna sui propri passi — con architettura diversa.

La differenza sta nei contratti. ChatGPT Enterprise prevede che OpenAI non utilizzi i dati dei clienti aziendali per addestrare i propri modelli, e include controlli di accesso basati su identità, gestione centralizzata degli utenti e strumenti di prevenzione della perdita di dati. Samsung ha aggiunto un ulteriore livello interno: l’accesso è condizionato al completamento di un percorso obbligatorio di formazione sulla sicurezza. La società ha condotto tra aprile e maggio 2026 un proof-of-concept di due mesi con 2.500 dipendenti della divisione DX, che hanno testato in parallelo ChatGPT, Gemini di Google e Claude di Anthropic. L’obiettivo dichiarato è completare la formazione dell’intera forza lavoro globale entro fine 2026.

La divisione DX — quella che produce smartphone Galaxy, elettrodomestici e dispositivi di consumo — è operativa su più continenti e conta decine di migliaia di dipendenti. Samsung non sta limitando l’accesso ai reparti tecnici: il piano copre sviluppo software, marketing, produzione e funzioni aziendali trasversali. Codex, presentato originariamente come strumento per sviluppatori, è indicato da OpenAI come utile anche per team non tecnici: i dipendenti possono usarlo per costruire strumenti interni, siti web e flussi di lavoro automatizzati senza scrivere codice. Gli utenti attivi settimanali di Codex in Corea del Sud sono cresciuti di quasi l’800% dal febbraio 2026, secondo i dati OpenAI. A livello globale il servizio supera i cinque milioni di utenti attivi a settimana.

L’accordo si inserisce in una relazione più ampia tra i due gruppi. Samsung SDS — il braccio IT del conglomerato — ha firmato a dicembre 2025 una partnership con OpenAI diventando il primo rivenditore autorizzato di ChatGPT Enterprise in Corea. A ottobre 2025, Samsung si era già posizionata come partner strategico per la memoria nell’iniziativa Stargate, con una domanda di wafer DRAM da parte di OpenAI stimata fino a 900.000 unità al mese. Il deploy di ChatGPT Enterprise estende questa collaborazione dalla fornitura di hardware alla trasformazione interna della forza lavoro. Samsung mantiene anche il modello proprietario Samsung Gauss per i progetti dove i dati non possono lasciare i server aziendali, come la progettazione avanzata di chip.

Il test che Samsung sta conducendo è osservato da molti: dimostrare che strumenti AI esterni possono essere integrati su scala aziendale senza compromettere la sicurezza dei dati è una questione aperta per l’intera industria. Se il modello reggesse, fornirebbe un riferimento concreto per ogni grande azienda manifatturiera che ancora esita. Il fallimento, invece, riaprirebbe il dibattito su quanto sia realmente controllabile l’uso dell’AI generativa dentro strutture complesse come un conglomerato globale.

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