OpenAI ha annunciato 55 nuove partnership con distretti scolastici americani, raddoppiando di fatto la copertura del programma ChatGPT for Teachers. Il totale supera ora le 100 organizzazioni K-12 attive in 30 stati, con oltre 340mila educatori e personale scolastico che servono più di 2 milioni di studenti. L’accesso rimane gratuito fino a giugno 2028 per tutti gli insegnanti verificati del sistema scolastico statunitense.
Tra i nuovi distretti coinvolti figurano Baltimore City Public Schools, Boise School District, Northside Independent School District di San Antonio, Sarasota County Schools e Virginia Beach City Public Schools. La seconda tranche di adesioni aggiunge più di 100mila educatori rispetto alla prima tornata. Il programma, accessibile solo a insegnanti, dirigenti e staff scolastico, esclude esplicitamente gli studenti: un confine che OpenAI mantiene con una certa fermezza, almeno per ora.
Cosa fa concretamente ChatGPT for Teachers? Offre un’area di lavoro sicura con messaggi illimitati tramite il modello GPT-5.1 Auto, upload di file, generazione di immagini, ricerca web e connettori ad applicazioni esterne. Ai dirigenti scolastici vengono garantiti controlli amministrativi centralizzati e visibilità sull’uso da parte del personale. Sul fronte della privacy, OpenAI ha siglato un accordo che abbraccia 16 stati — descritto come una prima per il settore — per offrire un quadro comune con cui i distretti possono valutare la conformità del prodotto alle normative sulla protezione dei dati degli studenti, inclusa la legge federale FERPA.
I dati di utilizzo raccontano un interesse già consolidato. Tra gennaio e metà luglio, gli educatori hanno inviato più di 1,9 milioni di messaggi legati a compiti amministrativi: circa 900mila riguardavano pagelle e report di avanzamento, 800mila la pianificazione delle lezioni, oltre 100mila i piani per i supplenti e i materiali per le valutazioni degli insegnanti. Un sondaggio Gallup registrava già nell’anno scolastico 2024-2025 che più della metà degli insegnanti americani usava strumenti di intelligenza artificiale nel lavoro scolastico, con un risparmio medio stimato di quasi sei ore settimanali per chi li usa con regolarità. Sei settimane di tempo in un anno scolastico.
Il contesto in cui si inserisce questa espansione è tutt’altro che neutro. ChatGPT è entrato nelle scuole americane tre anni fa tra polemiche sui plagi e le politiche sull’uso dell’AI da parte degli studenti, molte delle quali restano ancora poco chiare o contraddittorie. Ora OpenAI sceglie la strada dell’integrazione istituzionale: non aspettare che i singoli insegnanti si arrangiassero da soli, ma entrare nei distretti con accordi formali, formazione e strumenti dedicati. Il modello di implementazione condivisa prevede che i nuovi partner imparino anche dagli altri distretti già attivi nel programma.
Rimane aperta la questione su cosa succederà dopo giugno 2028. OpenAI raccoglie dati sull’impatto del programma e si è impegnata a mantenere i costi “il più bassi possibile”. La possibilità che in futuro vengano introdotte funzioni anche per gli studenti è menzionata, ma senza dettagli. Per ora, la scommessa è quella di costruire familiarità con lo strumento tra chi insegna, prima di estenderla a chi apprende.
