Nei Paesi Bassi l’aeronautica militare sta sperimentando simulatori di volo dotati di intelligenza artificiale capaci di analizzare le onde cerebrali dei piloti durante l’addestramento. Attraverso sensori applicati al capo, il sistema monitora il carico mentale e modifica in tempo reale la difficoltà delle missioni virtuali mantenendo l’allenamento in una zona ottimale tra stress e facilità. L’obiettivo è rendere l’addestramento più personalizzato e realistico, riducendo rischi e costi rispetto al volo reale.
I primi test hanno coinvolto 15 piloti. L’AI ha regolato la complessità su cinque livelli, ad esempio variando la visibilità nello scenario simulato. Dieci partecipanti su quindici hanno dichiarato di preferire il sistema adattivo rispetto agli esercizi tradizionali, senza accorgersi delle modifiche in tempo reale. Tuttavia, i risultati non hanno mostrato miglioramenti significativi nelle prestazioni di volo. “Può sembrare fantascienza, ma per noi sono solo dati”, ha spiegato la ricercatrice Eva van Weelden, tra i responsabili del progetto.
Secondo diversi esperti, le tecnologie neuro-adattive potrebbero rendere l’addestramento più personalizzato e migliorare la gestione dello stress, anche se l’uso operativo richiederà ancora anni di sviluppo. Studi universitari indicano che l’analisi dei segnali EEG permette già di stimare il carico cognitivo dei piloti e adattare l’ambiente virtuale alle loro capacità. Nel frattempo, la difesa investe sempre di più nell’AI applicata ai simulatori, segno di una trasformazione profonda nella formazione militare e nella sicurezza del volo.
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