Meta: il team super pagato del laboratorio di superintelligenza AI inizia già a sgretolarsi

Sono già tre le prime defezioni, ma a breve potrebbero arrivare a otto.

Mercato 1 set 2025

3 min.

Meta: il team super pagato del laboratorio di superintelligenza AI inizia già a sgretolarsi

Meta Superintelligence Labs, nuovo laboratorio voluto da Mark Zuckerberg per accelerare la corsa verso l’AGI, sembra aver incontrato le prime turbolenze a poche settimane dal lancio.

La prima fuga

Secondo quanto riportato da Wired e da altre testate internazionali, almeno tre ricercatori di punta – Rishabh Agarwal, Avi Verma ed Ethan Knight – hanno lasciato l’azienda a meno di un mese dall’assunzione. Verma e Knight sono rientrati in OpenAI, mentre Agarwal ha spiegato in un post su X di aver preso “una decisione difficile” motivata dal desiderio di “rischiare in un modo diverso” dopo oltre sette anni tra Google Brain, DeepMind e Meta stessa.

Meta ha provato a smorzare le polemiche definendo le defezioni tipiche di una normale fase di assestamento. Ma secondo le indiscrezioni si prevedono almeno otto uscite complessive tra ricercatori, ingegneri e figure apicali.

Campagna aggressiva da troppe promesse?

Meta è fresca di una campagna acquisti milionaria aggressiva grazie a cui ha portato in squadra oltre 50 professionisti sottraendoli a Apple, Anthropic, xAI, Google e OpenAI.

La campagna di assunzioni è stata senza precedenti, con pacchetti salariali nell’ordine delle nove cifre (fino a 100 milioni di dollari, secondo diverse fonti). Una strategia che Sam Altman, CEO di OpenAI, aveva definito “di cattivo gusto”. Gli esperti affollavano le file Meta convinti non solo dalle cifre da capogiro ma anche dalle promesse di un ambiente dalla libertà pressoché illimitata per ricerche e sperimentazioni. Ma evidentemente qualcosa si è rotto.

L’azienda ha deciso ora di fermare l’ampliamento dell’organico per riorganizzare la struttura interna e pianificare il budget. Il blocco riguarda non solo nuove assunzioni, ma anche i trasferimenti interni tra team.

Per ora, da Menlo Park si parla solo di “pianificazione ordinaria” e di una pausa per costruire basi più solide. Ma la sensazione diffusa è che, per Meta, la sfida non sia soltanto tecnica o finanziaria: riguarda anche la capacità di creare un ambiente di ricerca stabile e attrattivo per i cervelli più contesi del pianeta.

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