L’amministrazione Trump vuole acquisire una quota di Intel

Non è nota l'entità della partecipazione ma il governo degli Usa ritiene fondamentale la solidità della società per ragioni di sicurezza nazionale

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L’amministrazione Trump vuole acquisire una quota di Intel

Le trattative

L’amministrazione Trump è in trattative con Intel per l’acquisizione di alcune quote della società. Lo riferisce Bloomberg News, puntualizzando che la mossa può essere di supporto alla multinazionale statunitense con sede a Santa Clara, leader nella produzione mondiale di semiconduttori, microprocessori, componenti di rete e chipset, per affrontare un periodo economico e organizzativo piuttosto delicato.

Le difficoltà di Intel

Nonostante i ricavi registrati da Intel siano in linea con quelli dell’anno precedente (12,9 miliardi di dollari), la società ha da poco annunciato di voler tagliare 24.000 posti di lavoro nel corso del 2025 (circa il 15-25% dell’organico totale) e di voler cancellare i progetti di costruzione di nuove fabbriche in Germania e Polonia. Il nuovo CEO, Lip-Bu Tan, ha spiegato che si tratta di “decisioni difficili ma necessarie” per ristrutturare il gruppo e concentrarsi sulle aree strategiche. Intel è rimasta infatti indietro rispetto ad altri produttori di chip concorrenti come Nvidia, AMD e TSMC, perdendo delle opportunità di mercato e accumulando ritardi nei nodi produttivi.

L’interesse nazionale statunitense

In questo contesto si inserisce l’interesse nazionale statunitense, finalizzato a mantenere forte e solida una realtà nazionale come Intel in grado di esportare tecnologie locali e attiva in un settore strategico vitale per la sicurezza nazionale. Non è però ancora noto quanto ampia potrà essere l’acquisizione statale da parte dell’amministrazione statunitense.

Dopo l’incontro fra il presidente Usa Trump e il CEO di Intel, avvenuto la scorsa settimana, le azioni della società sono cresciute del 9,2%. Il bilaterale ha rappresentato un’apparente occasione per risolvere la conflittualità aperta fra i due dopo che Trump aveva chiesto le dimissioni di Lip-Bu Tan per presunti conflitti di interessi con la Cina accusandolo di detenere investimenti in aziende tecnologiche cinesi, alcune delle quali legate al settore militare.

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