John Ternus è il nuovo amministratore delegato di Apple dal 1° settembre 2026. Nel suo primo giorno, ha inviato un memo a tutti i dipendenti in cui anticipava un evento di lancio per il 9 settembre: “We have a huge launch next week that’s going to be phenomenal.” Tim Cook, dopo 15 anni alla guida dell’azienda, resta come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione.
L’evento del 9 settembre si preannuncia come uno dei più attesi degli ultimi anni. Al centro ci sarebbe il primo iPhone pieghevole della storia di Apple, un cambio di forma che l’azienda di Cupertino non ha mai tentato prima mentre Samsung dominava quel segmento di mercato. Accanto all’hardware, Apple dovrebbe distribuire su larga scala la versione rinnovata di Siri, costruita su modelli linguistici di grandi dimensioni e progettata per competere con chatbot come ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic. La nuova Siri era stata anticipata alla WWDC di giugno 2026, ma il lancio effettivo è atteso proprio a settembre.
Ternus arriva alla guida di Apple con un profilo nettamente diverso da quello di Cook. Ingegnere di formazione, ha lavorato nel team di progettazione prodotto fin dal 2001 e ha guidato l’Hardware Engineering come senior vice president dal 2021. Ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del chip M1 e nella transizione dei Mac ad Apple Silicon. Cook lo ha definito brillante e capace, sottolineando che pochi capiscono lo sviluppo prodotto come lui. È un’eredità di stima, ma anche una responsabilità immediata.
Perché il contesto non è favorevole. Apple ha accumulato ritardi significativi sulla strategia AI: il potenziamento di Siri è slittato più volte, e l’azienda ha dovuto ricorrere a Google Gemini per alimentare la prossima generazione di Apple Intelligence, anziché sviluppare un modello proprietario competitivo. Una scelta che riduce i costi di ricerca ma pone una domanda commerciale precisa: un assistente basato su tecnologia altrui riesce comunque a sembrare un prodotto Apple? La risposta che darà il mercato nei prossimi mesi peserà direttamente sul giudizio su Ternus. Gene Munster di Deepwater Asset Management ha già fissato l’asticella: la nuova Siri deve essere un “10 su 10” all’arrivo, non un recupero graduale.
A complicare il quadro, OpenAI avrebbe attratto circa 400 dipendenti Apple negli ultimi anni, segnale di una pressione sul talento che l’azienda fatica a contenere. Con la riorganizzazione interna già avviata — Johny Srouji come nuovo chief hardware officer, il rientro di Laura Legros e la ristrutturazione del team di design — Ternus sta già cambiando la struttura di comando. La vera verifica non arriverà dal memo del primo giorno, ma da cosa presenterà il 9 settembre e da quanto velocemente riuscirà a colmare il divario sull’AI.
