Israele ha pagato l’ex stratega digitale di Trump per modellare la narrativa dell’AI in suo favore

Si tratta di Brad Parscale, a cui sarebbe stato offerto un contratto da 9 milioni di dollari per influenzare positivamente la narrazione su Israele nei principali chatbot di AI

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Israele ha pagato l’ex stratega digitale di Trump per modellare la narrativa dell’AI in suo favore

A settembre 2025, il governo israeliano ha avviato una campagna digitale da 9 milioni di dollari per influenzare la narrazione su Israele nelle piattaforme di intelligenza artificiale come ChatGPT, Claude e Gemini. Al centro del progetto c’è Brad Parscale, ex stratega digitale di Donald Trump e manager della sua campagna presidenziale del 2020, ingaggiato per supervisionare un’iniziativa che mira a modificare la percezione del paese nei risultati generati dalle AI seguendo delle tecniche di Generative Engine Optimization.

La Generative Engine Optimization, nota anche come GEO, è l’insieme di strategie e tecniche che permettono a un brand, un sito web o un contenuto digitale di essere riconosciuto, selezionato e citato come fonte autorevole nelle risposte generate dai sistemi di AI generativa.

Secondo quanto riportato da Axios e altre fonti, Parscale avrebbe notato che i sistemi di AI stavano attingendo prevalentemente da fonti critiche verso Israele, contribuendo a una percezione negativa del paese alle prese con l’invasione della striscia di Gaza definita dall’ONU come una campagna militare genocida nei confronti della popolazione palestinese.

La strategia si basa sulla creazione di siti web e contenuti ad hoc progettati per essere incorporati nei database delle AI, in modo che le risposte generate dai chatbot risultino più favorevoli a Israele. Parscale ha collaborato con Market Brew, un’azienda specializzata in modellazione AI e ricerche online, per iniettare questi contenuti nel “flusso informativo digitale”. Nonostante il team di Parscale affermi di aver ottenuto risultati, non sono stati resi pubblici dati concreti a supporto.

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