Intel e Google hanno annunciato un’espansione della loro partnership pluriennale focalizzata sulle CPU orientate all’intelligenza artificiale e sullo sviluppo congiunto di processori infrastrutturali personalizzati. Lip-Bu Tan, CEO di Intel ha commentato così il raggiungimento dell’accordo: “L’AI sta ridefinendo il modo in cui le infrastrutture vengono costruite e scalate. Scalare l’AI richiede più dei soli acceleratori: richiede sistemi bilanciati”.
L’intesa si basa su due pilastri essenziali. Google continuerà a impiegare i processori Xeon di Intel, inclusi i nuovissimi Xeon 6, per carichi di lavoro di inferenza e calcolo generale, e le due aziende approfondiranno lo sviluppo congiunto delle IPU, Infrastructure Processing Unit, cioè chip specializzati che gestiscono rete, archiviazione e sicurezza, liberando le CPU per elaborazioni più preziose. Amin Vahdat, Chief Technologist per l’infrastruttura AI di Google, ha confermato la fiducia nel partner storico: “La roadmap Xeon ci dà la certezza di poter continuare a soddisfare le crescenti esigenze di prestazioni ed efficienza dei nostri carichi di lavoro”.
Intel sta perseguendo una strategia che si struttura sul rafforzamento delle partnsership con i grandi cloud provider per CPU e IPU, e allo stesso tempo sulla costruzione del proprio business di fonderia, cioè fabbricazione di chip progettati da altri enti, per il mercato dei chip AI personalizzati. L’azienda ha anche annunciato il riacquisto del 49% del suo stabilimento irlandese da Apollo Global Management e la partecipazione al progetto Terafab di Elon Musk insieme a SpaceX e Tesla e la borsa ha risposto con un balzo di circa il 33% del titolo Intel nell’arco della settimana, il movimento più brusco registrato dall’azienda in anni.
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L'azienda non ha ancora firmato nessun accordo ma il CEO…
