Huawei lancia la sfida a Nvidia con la nuova scheda acceleratrice per l’AI Atlas 350

Secondo i dati ufficiali Atlas 350 supera di 2,8 volte le prestazioni del chip H20 di Nvidia compatibile con le restrizioni USA per il mercato cinese

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Huawei lancia la sfida a Nvidia con la nuova scheda acceleratrice per l’AI Atlas 350

Huawei ha svelato la sua nuova scheda acceleratrice per l’intelligenza artificiale, Atlas 350, alimentata dal chip Ascend 950PR. Una scheda acceleratrice per l’AI è un componente hardware specializzato, progettato per velocizzare e ottimizzare le operazioni legate all’AI, come l’addestramento e l’inferenza. Secondo i dati ufficiali, il dispositivo raggiunge 1,56 petaflops di potenza di calcolo in FP4, superando di 2,8 volte le prestazioni del chip H20 di Nvidia, ovvero la versione compatibile con le linee guida statunitensi per il mercato cinese.

L’azienda sottolinea che l’Atlas 350 è progettato per applicazioni di inferenza avanzata, come raccomandazioni, generazione multimodale e modelli linguistici di grandi dimensioni, con una memoria HBM da 112GB, 1,16 volte superiore a quella della H20, e una banda passante di 1,4 TB/s.

Il lancio dell’Atlas 350 arriva in un momento cruciale, in cui l’AI sta entrando nell’era degli agenti autonomi e dove la domanda di potenza di calcolo e dati è in esponenziale crescita. Huawei punta a soddisfare questa domanda non solo con hardware, ma anche con aggiornamenti ai suoi sistemi di storage, come OceanStor Dorado e FusionCube A1000, pensati per facilitare l’adozione dell’AI anche nelle piccole e medie imprese. “La prima metà dell’era dell’AI si è concentrata sulla potenza di calcolo, la seconda sarà definita dai dati”, ha dichiarato Yuan Yuan, presidente della divisione storage di Huawei.

La sfida di Huawei non è solo tecnologica, ma anche geopolitica. Mentre Nvidia domina ancora il mercato globale, la Cina sta spingendo per ridurre la dipendenza dalle GPU straniere, incentivando l’adozione di soluzioni locali. L’Atlas 350, con la sua capacità di gestire modelli più estesi e ridurre la latenza, potrebbe diventare la scelta preferita per i data center cinesi, soprattutto in settori come automazione, analisi avanzata e generazione multimodale.


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