Dopo l’accordo sindacale di Samsung il ministro del lavoro sudcoreano esorta le Big Tech a condividere i profitti

Il divario di reddito tra il 20% più povero e il 20% più ricco delle famiglie sudcoreane si è allargato al massimo degli ultimi sei anni nel primo trimestre del 2026

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Dopo l’accordo sindacale di Samsung il ministro del lavoro sudcoreano esorta le Big Tech a condividere i profitti

Il boom dell’intelligenza artificiale sta trasformando la Corea del Sud in una potenza tecnologica senza precedenti. Samsung e SK Hynix hanno entrambe raggiunto una capitalizzazione di mercato da mille miliardi di dollari, trainate dalla domanda globale di chip per l’AI. Ma dietro questi numeri da record cresce una frattura silenziosa. Il divario di reddito tra il 20% più povero e il 20% più ricco delle famiglie sudcoreane si è allargato al massimo degli ultimi sei anni nel primo trimestre del 2026, e il governo di Seul ha deciso che è arrivato il momento di intervenire.

Il protagonista di questa nuova sfida politica è Kim Young-hoon, ministro del Lavoro nominato dal presidente di centrosinistra Lee Jae Myung. In un’intervista esclusiva a Reuters, la prima con media stranieri dall’accordo che ha scongiurato uno sciopero di 18 giorni in Samsung, Kim ha lanciato una proposta che ha già scatenato un acceso dibattito: le aziende come Samsung che superano gli obiettivi di profitto dovrebbero condividere i guadagni in eccesso, al netto delle tasse, con i loro 1.700 fornitori, i subappaltatori e i lavoratori. “Dobbiamo stabilire nuove regole di distribuzione attraverso il dialogo sociale”, ha dichiarato. “È innegabile che i risultati straordinari di Samsung siano frutto dell’impegno di lavoratori e management. Ma ci sono anche 1.700 fornitori, oltre al contributo delle comunità locali, compresa la fornitura di acqua ed elettricità”. Un altro alto funzionario governativo ha persino avanzato l’ipotesi di distribuire ai cittadini un dividendo ricavato dal gettito fiscale extra generato dai profitti dell’AI.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il conservatore Partito del Potere Popolare ha accusato Kim di aver sollevato “un’idea pericolosa di intervento statale che mina le fondamenta dell’economia di libero mercato”. Il ministro respinge al mittente ogni accusa: condividere i profitti con i fornitori, dice, non è assistenzialismo ma reinvestimento strategico che rafforza la filiera produttiva. Nel frattempo, i numeri continuano a raccontare un’asimmetria difficile da ignorare. Un lavoratore di SK Hynix potrebbe ricevere in media fino a 477.000 dollari di bonus quest’anno, mentre un dipendente Samsung fino a 400.000, cifre impensabili per chi lavora nelle piccole aziende della catena di fornitura.

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