Apollo: l’IA ha reso zero alle 493 aziende dell’S&P 500 fuori da Big Tech

Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, scrive che l'intelligenza artificiale non ha portato alcun ritorno finanziario alle grandi aziende americane non tecnologiche. Margini e ricavi per dipendente restano piatti, mentre salgono per le sette Big Tech.

Economia - Finanza 27 ott 2026

2 min.

Apollo: l’IA ha reso zero alle 493 aziende dell’S&P 500 fuori da Big Tech

L’intelligenza artificiale non ha prodotto alcun ritorno finanziario per le grandi aziende americane che non fanno tecnologia. Lo scrive Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, in una nota pubblicata sabato 24 ottobre: «zero financial payoff», zero ritorno, nonostante investimenti enormi e un clamore che non si ferma.

Slok divide l’indice S&P 500 in due gruppi. Da una parte le sette big del settore: Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla. Dall’altra le restanti 493 società, che chiama S&P 493. Per le prime, ricavi per dipendente e margini di profitto stanno salendo. Per le seconde sono fermi. Il suo giudizio: non ci sono ancora segnali che l’IA faccia crescere la produttività.

La nota è composta da cinque grafici e arriva all’apertura della stagione delle trimestrali, con la spesa in IA che cresce in cima all’indice mentre il resto resta piatto. I dati di Ramp, piattaforma di gestione delle spese aziendali, mostrano un’adozione dell’IA al 55,9% tra le imprese clienti a settembre, con due mesi consecutivi di crescita quasi nulla nella spesa in token. Gartner stima che oltre 3.500 miliardi di dollari di infrastrutture IA rischino una svalutazione entro il 2030, se i ricavi non giustificheranno la spesa.

C’è una ragione, secondo l’economista, e non è solo questione di ritardo. Slok si dice scettico sull’idea che le aziende non tecnologiche stiano semplicemente inseguendo. Sarà difficile, scrive, trasformare un’intelligenza sempre più economica in ricavi e margini più alti. La sua formula: «l’IA può essere un ottimo calcolatore, ma negli affari l’intelligenza è soprattutto giudizio». Responsabilità, fiducia, cultura aziendale, regole non scritte e compromessi etici restano fuori dalla portata dei modelli, e sono proprio le cose che pesano su reputazione e redditività.

Il giudizio pesa anche per chi lo firma. Come ha notato Yahoo Finance, buona parte delle ricerche di Slok aveva toni più favorevoli al boom dell’attività economica, con nuove imprese nate grazie agli strumenti di IA. Questa volta il tono cambia. La nota si somma a studi recenti che non trovano guadagni di produttività significativi, e a un dibattito sempre più acceso sulla tenuta dei debiti accumulati da chi costruisce data center. Elon Musk ha dichiarato che SpaceX ha chiuso 40 miliardi di dollari di debito legato alle GPU e che i mercati del credito hanno quasi chiuso i rubinetti alle aziende senza ricavi sostanziali fuori dall’IA.

Il banco di prova arriva nelle prossime settimane. Se le trimestrali delle aziende fuori da Big Tech non mostreranno margini in crescita, la domanda di chi investe passerà da quanto costa l’IA a quanto rende. Per le imprese italiane, che stanno ancora decidendo budget e progetti pilota, il segnale è pratico: misurare il ritorno prima di scalare la spesa.


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