Anthropic ha depositato in via riservata il documento S-1 presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, avviando formalmente il percorso verso la quotazione in Borsa. La mossa arriva a pochi giorni dalla chiusura del suo ultimo round di finanziamento, una Serie H da 65 miliardi di dollari che ha spinto la valutazione della società a 965 miliardi, superando per la prima volta quella di OpenAI.
Per Amazon, la notizia vale quanto un jackpot contabile. I documenti trimestrali del colosso dell’e-commerce mostrano che la partecipazione in Anthropic, acquisita per 8 miliardi di dollari, è ora valutata circa 74,2 miliardi al 31 marzo scorso. La struttura dell’investimento si divide in due componenti: circa 42,2 miliardi in note convertibili e 32 miliardi in azioni privilegiate senza diritto di voto. Nel solo primo trimestre 2026, Amazon ha registrato 12,3 miliardi di dollari di “altri proventi” legati al rialzo della valutazione di Anthropic. Un guadagno che non deriva dalla vendita di nulla, ma dal semplice fatto che la startup vale sempre di più sul mercato privato.
Questa dinamica racconta qualcosa di preciso sul modo in cui le grandi aziende tecnologiche stanno usando le scommesse sull’intelligenza artificiale per gonfiare i propri bilanci. Secondo le norme contabili in vigore, le società devono aggiornare il valore delle partecipazioni private ogni volta che interviene un round di finanziamento che ne ridefinisce il prezzo. Non si tratta di profitti incassati, ma di rivalutazioni che pesano ugualmente sui conti. Il risultato è che la crescita di Anthropic migliora i risultati di Amazon anche senza che nessuna azione sia mai stata venduta. Il rapporto tra le due aziende va però ben oltre la finanza: AWS è il principale fornitore cloud e partner di addestramento di Anthropic, e quest’ultima si è impegnata a spendere oltre 100 miliardi di dollari in tecnologie Amazon nei prossimi dieci anni. Ogni nuovo cliente che usa i modelli Claude attraverso i servizi cloud di Amazon porta ricavi anche ad Amazon.
La corsa alla Borsa non è solo una questione di soldi. Anthropic punta a quotarsi prima del rivale OpenAI, che sta preparando il proprio deposito riservato con l’obiettivo di un debutto nell’autunno 2026 a una valutazione potenzialmente superiore al trilione di dollari. Chi arriva primo sui mercati pubblici stabilisce il metro di giudizio per tutto il settore e cattura l’attenzione degli investitori istituzionali in anticipo. La società, fondata nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI tra cui Dario e Daniela Amodei, ha visto il proprio fatturato annualizzato salire da 9 miliardi di fine 2025 a 47 miliardi di maggio 2026. Per il secondo trimestre 2026, le proiezioni parlano di 10,9 miliardi di ricavi e del primo utile operativo della storia dell’azienda, stimato attorno a 559 milioni. Numeri che impressionano, ma che i mercati pubblici giudicheranno con il filtro dei rendiconti certificati.
Quando Anthropic sbarcherà effettivamente in Borsa — la data indicata dai media si aggira intorno all’ottobre 2026 — sarà il primo vero test per capire se le valutazioni stratosferiche costruite nei mercati privati reggono allo sguardo degli investitori ordinari. La spesa per i chip, i data center e la ricerca sulla sicurezza è enorme: il margine operativo atteso è nell’ordine del 5% su una valutazione vicina al trilione. Se il mercato risponderà con entusiasmo o con scetticismo, quella risposta ridisegnerà le aspettative su ogni altra quotazione legata all’IA che seguirà.
