Anthropic ha ufficialmente citato in giudizio il Pentagono per provare a bloccare la decisione di inserirla in una “blacklist” di rischio per la sicurezza nazionale. La causa, presentata il 9 marzo, nasce dal rifiuto dell’azienda di rimuovere le restrizioni sull’uso del suo modello Claude per armi autonome e sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi. Il segretario alla difesa Pete Hegseth ha risposto designando Anthropic come un “rischio per la catena di approvvigionamento”, limitando così l’accesso dei fornitori militari ai suoi strumenti.
Anthropic stima che la decisione potrebbe costarle “centinaia di milioni di dollari” in ricavi e minacciare la sua reputazione, oltre a violare il Primo emendamento. “Queste azioni sono senza precedenti e illegali. La Costituzione non consente al governo di punire un’azienda per la libertà di parola”, ha dichiarato l’azienda in un comunicato. Nonostante la causa, Anthropic si dice ancora aperta a negoziati, ma il Pentagono insiste ribadendo che è “la legge statunitense, non una società privata, deve determinare come difendere il paese”.
Secondo quanto riportato da Axios, la Casa Bianca sta preparando un ordine esecutivo con cui incaricare formalmente il governo federale di rimuovere l’AI di Anthropic dalle sue operazioni. La battaglia si conferma sempre più cruciale e in grado di stabilire un importante precedente sull’utilizzo pubblico di AI e su a chi spetti effettivamente l’ultima parola come debba essere utilizzata la tecnologia.
In un messaggio ai dipendenti Dario Amodei ha svelato i retroscena sullo scontro col Pentagono
Secondo il racconto del CEO di Anthropic le trattative sono…
