Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha denunciato pubblicamente l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dell’Iran come “arma di disinformazione” per falsificare successi militari e manipolare l’opinione pubblica internazionale. Secondo Trump, Teheran avrebbe diffuso immagini generate con l’AI per simulare un attacco riuscito alla portaerei USS Abraham Lincoln e per mostrare folle di 250.000 persone a sostegno del nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei, un evento che, secondo il presidente, non sarebbe mai avvenuto. Reuters ha verificato immagini reali girate dal porto iracheno di Basra, che mostrano barche iraniane cariche di esplosivo in attacco a due petrolieri, ma non ha trovato riscontri occidentali sulla cifra di 250.000 manifestanti in piazza per difendere il governo iraniano sotto attacco.
Secondo due organizzazioni specializzate nella verifica dei fatti e nell’analisi della disinformazione come BBC Verify e Cyabra, la disinformazione prodotta dall’AI sta diventando una minaccia strutturale. Solo in due settimane di guerra, video e immagini false sull’Iran hanno totalizzato 145 milioni di visualizzazioni, soprattutto su TikTok e Facebook.
La portata del fenomeno è allarmante: secondo il Global Risks Report 2026, la disinformazione è il secondo rischio globale più grave nel breve termine, dietro solo ai conflitti geoeconomici. Gli strumenti di AI generativa, come Sora di OpenAI o Grok, hanno per altro abbassato molto la soglia di accesso alla creazione di contenuti falsi, rendendo possibile la produzione su larga scala di video e immagini altamente realistiche. Gli esperti avvertono che, senza interventi mirati, la diffusione di fake news rischia di erodere la fiducia nelle istituzioni e di alimentare tensioni geopolitiche sempre più pericolose.
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