Le Big Tech USA in Medio Oriente sono un nuovo obiettivo militare iraniano

Teheran accusa queste aziende di fornire supporto tecnologico e infrastrutture digitali agli eserciti di Stati Uniti e Israele

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Le Big Tech USA in Medio Oriente sono un nuovo obiettivo militare iraniano

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, noto anche come Pasdaran, nonché una delle più potenti branche delle forze armate iraniane, ha pubblicato una lista di “nuovi obiettivi legittimi” da colpire militarmente che include le sedi di Big Tech statunitensi come Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia e Oracle in Medio Oriente.

Secondo fonti come Al Jazeera e Euronews, Teheran accusa queste aziende di fornire supporto tecnologico e infrastrutture digitali agli eserciti di Stati Uniti e Israele, trasformando la guerra regionale in un conflitto che coinvolge anche le infrastrutture civili e digitali. Già il 3 marzo, droni iraniani avevano colpito tre data center di Amazon in Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, causando blackout e disservizi a milioni di utenti.

Palantir, in particolare, è finita sotto i riflettori per il suo ruolo nel conflitto. L’azienda, guidata da Alex Karp e co-fondata da Peter Thiel, ha stretto nel gennaio 2024 un accordo strategico con il Ministero della Difesa israeliano per fornire la sua piattaforma di intelligenza artificiale (AIP), utilizzata per analizzare bersagli nemici e pianificare operazioni militari. Secondo Wired, Palantir ha ammesso di aver messo a disposizione “tecnologie avanzate a supporto di missioni legate alla guerra”. Anche Google, Microsoft e Oracle hanno contratti con il Pentagono e istituzioni israeliane.

La decisione iraniana, che non è ancora noto quale impatto potrà avere, solleva interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture digitali che alimentano le economie moderne. Gli attacchi ai data center di Amazon hanno infatti già dimostrato come la guerra possa colpire servizi civili, come app di pagamento e piattaforme cloud.

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