Trump cambia il nome all’AI: le mani delle grandi potenze sulla tecnologia (e altre notizie generative) | Weekly AI

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Trump cambia il nome all’AI: le mani delle grandi potenze sulla tecnologia (e altre notizie generative) | Weekly AI

🇺🇲 L’aveva annunciato e l’ha fatto. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso unilateralmente di cambiare il nome all’intelligenza artificiale. Il 29 settembre 2026 gli USA, nell’ambito di un accordo sottoscritto fra l’amministrazione Trump e le grandi aziende tecnologiche del Paese, hanno annunciato una serie di misure radicali che ridefiniscono il futuro dell’AI introducendo anche il nuovo nome “Super Intelligence” per riferirsi alla tecnologia più influente e rivoluzionaria del momento.

Questa novità impone impone a tutti i dipartimenti e alle agenzie federali statunitensi di utilizzare i termini “Super Intelligence” e “SI” nelle comunicazioni ufficiali, una mutazione che secondo la presidenza cattura meglio le capacità e le potenzialità in rapida evoluzione della tecnologia. Trump ha anche definito questo passaggio come l’inizio di una nuova era, sottolineando come l’acronimo AI non rifletta più la potenza dei sistemi moderni.

Ancora una volta, il peso delle grandi potenze nel plasmare il futuro dell’AI resta decisivo e determinante, soprattutto in mancanza di una reale governance globale coordinata che tenga dentro anche la visione, le necessità e il ruolo dei paesi meno sviluppati. Gli stessi che nell’ultima riunione delle Nazioni Unite hanno chiesto apertamente di essere coinvolti di più e avere maggiore voce in capitolo nel determinare il futuro dell’AI.


🔐 Accanto alla fame di capacità di calcolo delle grandi potenze, mantiene una forte centralità la questione della sicurezza della tecnologia, confermando ormai una tendenza che è va avanti da diverse settimane. Secondo un’indagine condotta da Axios, due delle principali aziende mondiali di AI come OpenAI e Anthropic starebbero in realtà affrontando molti più casi di incidenti di sicurezza di quanto stimato e da loro comunicato. Si tratta, sempre secondo l’indagine, di un numero di incidenti che potrebbero superare di gran lunga le decine di migliaia e che si sono verificati sia durante test interni sia nel mondo reale, tanto da poter innescare una crisi di credibilità senza precedenti all’intero settore dell’AI.

Gli agenti di OpenAI rimangono sotto la lente di ingrandimento degli esperti di sicurezza. L’azienda ha infatti recentemente allertato oltre 100 organizzazioni sui rischi relativi a episodi di attività non autorizzate legate ai suoi agenti AI. I modelli di OpenAI sembrano essere sempre meno sotto il controllo della società, tanto che il rilascio di uno nuovo, GPT-6.1 Astra previsto per ottobre, è stato momentaneamente sospeso a tempo indeterminato per problemi legati alla sicurezza.

Dopo il lancio dell’Open Secure AI Alliance dello scorso luglio, Nvidia ha deciso di intervenire con la sua autorità sul tema rilasciando un nuovo software di sicurezza progettato specificamente per proteggere i sistemi di AI autonomi e che, sempre secondo l’azienda, sarebbe stato in grado di prevenire l’ormai noto incidente di sicurezza verificatosi a Hugging Face che lo scorso luglio ha innescato una vera e propria emergenza nel settore.


💱La conferma di Anthropic all’interno della lista nera della Difesa statunitense da parte della Corte d’Appello del Distretto di Columbia, che ha respinto la richiesta dell’azienda orientata a bloccare tale designazione, sembra impensierire solo parzialmente il colosso dell’AI diretto dai fratelli Amodei, concentrato in questo momento sull’imminente quotazione in borsa.

L’azienda ha pubblicato il suo prospetto per la quotazione, un documento legale obbligatorio redatto da una società che vuole quotarsi in borsa o offrire titoli al pubblico, nel quale emerge una visione rivoluzionaria tanto quanto pericolosa dell’AI e un vertiginoso aumento dei costi per sostenere lo sviluppo. Nel frattempo, per tutelare il fine ultimo dell’azienda prima della quotazione in borsa, i vertici della società hanno cambiato la struttura aziendale dando vita a “Founder LLC“, una società privata progettata per garantire ai fondatori il 51% del potere di voto, assicurando che la direzione strategica rimanga saldamente nelle mani di chi ha creato il progetto, indipendentemente dalle pressioni degli azionisti pubblici.


🤖 La guerra per gli agenti AI ha un nuovo importante protagonista in grado di insidiare il primato altrui: Muse di Meta. Dopo il grande successo riscontrato subito dopo il lancio, con 2,5 milioni di download in pochissimi giorni che hanno permesso a Muse di conquistare la vetta delle applicazioni più scaricate negli Stati Uniti, l’azienda ha rilasciato un aggiornamento pensato per rendere lo strumento più facilmente ed efficacemente utilizzabile dalle piccole e medie imprese. In particolare l’aggiornamento integra Muse con strumenti di uso comune per le attività commerciali, come Shopify, QuickBooks, Stripe e Slack per renderlo più dinamico e duttile.

I rivali di Meta non intendono però darla vinta al colosso di Mark Zuckerberg. In tutta risposta infatti, OpenAI ha presentato Dots, degli agenti progettati per perseguire gli obiettivi dell’utente in autonomia lavorando 24 ore su 24 e operando attraverso connessioni a oltre 4.000 applicazioni diverse.


🪖Gli Stati Uniti compiono un nuovo passo verso una futura guerra compiuta con l’ausilio di armi autonome trainate da sistemi di AI. Il Pentagono ha infatti creato Autowarcom, un nuovo comando militare interamente dedicato all’AI militare. Sarà compito di Autowarcom dare una spinta decisiva a droni, robotica, AI e sistemi di comando e controllo in tutto l’apparato militare nelle guerre condotte dagli Stati Uniti.


🛰️Si fanno sempre più concrete le ipotesi di testare lo spostamento in orbita di grandi data center per poter usufruire dei vantaggi energetici e ambientali che questo cambiamento potrebbe apportare. Un’azienda indiana, la TakeMe2Space, ha annunciato il lancio del suo primo satellite per il calcolo orbitale. Si tratta del MOI-1A, salito a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9 il primo ottobre 2026 per una missione che ha come obiettivo la valutazione delle possibilità di spostare l’elaborazione dei dati dallo spazio alla Terra.


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