La Difesa USA crea Autowarcom: un nuovo comando interamente dedicato alla guerra con armi autonome

Il suo compito sarà dare una spinta decisiva a droni, robotica, AI e sistemi di comando e controllo in tutto l'apparato militare

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La Difesa USA crea Autowarcom: un nuovo comando interamente dedicato alla guerra con armi autonome

Il Pentagono ha appena dato un volto nuovo alla guerra. Il 30 settembre, nel suo discorso “State of the Force” alla base dei Marines di Quantico, in Virginia, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato la nascita di Autowarcom, l’Autonomous Warfare Command. È il dodicesimo comando combatente statunitense e il primo dallo Space Command del 2019, guidato da un generale a quattro stelle con autorità analoghe a quelle di una vera forza armata. Il suo compito sarà dare una spinta decisiva a droni, robotica, AI e sistemi di comando e controllo in tutto l’apparato militare. “La più rapida trasformazione in tempo di pace della storia militare moderna“, l’ha definita Hegseth davanti a circa seicento tra ufficiali e sottufficiali, con l’obiettivo di renderlo operativo entro il 1° ottobre 2027.

La differenza rispetto agli altri comandi è sostanziale. Quelli esistenti coordinano operazioni in aree geografiche o funzioni ben precise; Autowarcom disporrà invece di personale, budget e poteri d’acquisto propri, potrà definire i requisiti comuni per tutte le forze e sostenere i comandanti sul terreno. In attesa dell’insediamento lavorerà un progetto ponte, il Project Agincourt, guidato da Owen West, direttore della Defense Innovation Unit, e dal Navy SEAL Max Strasiser. L’idea è un modello di “acquisizione da combattimento” che accoppia gli operatori con gli imprenditori in cicli rapidi di adattamento, portando dollari e decisioni più vicino alle unità in prima linea.

Le ragioni di questa svolta si vedono sui campi di battaglia di oggi. In Ucraina i droni economici hanno ridefinito gli scontri con la Russia, e si stima che causino circa il 70% delle perdite russe. Gli Stati Uniti sono inoltre impegnati da sette mesi nella guerra con l’Iran, dove attacchi con droni e missili hanno colpito e ferito militari USA nelle basi della regione, in uno stallo che tiene teso lo Stretto di Hormuz. Hegseth ha descritto un mix “alto-basso“, paragonando le armi avanzate al lampo e le masse di droni economici al vento e alla pioggia di un temporale. “Il ritmo della guerra cambia più velocemente dei processi che dovrebbero sostenerla“, ha ammesso il segretario.

Autowarcom è solo la prima di sei iniziative annunciate a Quantico. Hegseth ha infatti confermato il taglio del 20% dei generali e ammiragli, una commissione sul futuro della guerra guidata anche da Elon Musk e dall’ex speaker repubblicano Newt Gingrich, la prima nuova base militare in quarant’anni e nuove specializzazioni di carriera dedicate all’autonomia. “Serve una conoscenza istituzionale e percorsi professionali per una nuova generazione di combattenti autonomi“, ha detto. Cambia persino il lessico, visto che l’amministrazione Trump ha appena ribattezzato l’intelligenza artificiale “super intelligenza” con un ordine esecutivo.

Non mancano però le preoccupazioni. Esperti di sicurezza temono uno sviluppo dell’AI militare senza freni, che accresce i rischi della rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina, e studiosi di entrambi i paesi hanno chiesto regole condivise sull’uso dell’AI nei sistemi d’arma, compresi quelli nucleari. Emblematica è poi la disputa con Anthropic, l’azienda fondata da Dario Amodei, che si è rifiutata di rimuovere dai modelli Claude le salvaguardie contro le armi letali autonome e la sorveglianza di massa. Il Pentagono l’ha così inserita nella lista dei rischi per la catena di approvvigionamento, escludendola dai contratti militari, decisione confermata a settembre da una corte d’appello federale, come ha raccontato l’AFP. Un caso che mostra quanto sia teso il rapporto tra governo e laboratori di AI.

Per ora Autowarcom esiste solo sulla carta. Il Pentagono dovrà negoziare col Congresso le autorizzazioni necessarie e la struttura precisa resta da definire. La direzione però è tracciata. “La rivoluzione autonoma e robotica ha enormi implicazioni per gli equipaggiamenti, la dottrina, l’organizzazione e le assunzioni che hanno governato la guerra per decenni“, ha detto Hegseth. La corsa verso le macchine da guerra è cominciata. La domanda, oggi, è chi scriverà le regole.

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