Si è dimesso Chris Fall, il responsabile USA per la sicurezza dell’AI: ignote le ragioni

Fall, direttore del Center for AI Standards and Innovation, l'istituto federale che testa i modelli AI, si è dimesso dopo appena tre mesi dall'incarico

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Si è dimesso Chris Fall, il responsabile USA per la sicurezza dell’AI: ignote le ragioni

Nuovo terremoto ai vertici della politica AI statunitense. Chris Fall, direttore del Center for AI Standards and Innovation, l’istituto federale che testa i modelli di intelligenza artificiale per conto del governo, si è dimesso a soli tre mesi dal suo insediamento. La notizia, riportata per prima da Axios e confermata da Reuters, arriva senza alcuna spiegazione ufficiale da parte del Dipartimento del Commercio.

Un portavoce del Dipartimento del Commercio, Benno Kass, ha confermato le dimissioni lunedì, ma non ha fornito dettagli sulle ragioni dell’addio. Anche la Casa Bianca ha scelto il silenzio, un portavoce del presidente Donald Trump ha rifiutato di commentare la vicenda. Reuters non è riuscita a contattare Fall per un commento.

Al suo posto, in via temporanea, subentra Arvind Raman, attuale direttore del National Institute of Standards and Technology, l’ente che supervisiona il CAISI. Raman, ex preside della facoltà di ingegneria della Purdue University, si è insediato alla guida del NIST solo lo scorso 30 giugno. Secondo quanto riportato da Axios, il Dipartimento del Commercio prevede di annunciare un nuovo direttore permanente nelle prossime settimane.

Fall era stato nominato ad aprile, dopo che l’amministrazione Trump aveva riorganizzato quello che in precedenza si chiamava U.S. AI Safety Institute, l’ente creato durante la presidenza Biden per valutare i rischi dei sistemi di AI avanzati. Non è un volto nuovo a Washington. Fall aveva già servito nella prima amministrazione Trump come direttore dell’Office of Science del Dipartimento dell’Energia, e in precedenza aveva ricoperto ruoli all’Office of Naval Research e al White House Office of Science and Technology Policy.

Il CAISI rappresenta oggi uno dei principali hub governativi per il collaudo dei sistemi AI. L’istituto lavora fianco a fianco con i laboratori più avanzati del settore, tra cui Anthropic, Google DeepMind, OpenAI, Microsoft e xAI di Elon Musk, testando i modelli non ancora rilasciati al pubblico prima del loro debutto commerciale. L’obiettivo dichiarato, secondo il sito dell’istituto, è calcolare i “rischi dimostrabili” posti dai sistemi più potenti, con particolare attenzione al contenimento delle minacce legate a armi chimiche e biologiche, oltre alla protezione dei dati usati per addestrare i modelli made in USA da eventuali manipolazioni da parte di attori ostili.

Le dimissioni di Fall si inseriscono in un quadro di forte instabilità per l’agenzia. Prima di lui, era stato scelto per il ruolo il ricercatore Collin Burns, ex dipendente di Anthropic, azienda che nei mesi scorsi si era scontrata con l’amministrazione Trump proprio sulle garanzie di sicurezza per l’uso militare dell’AI. Burns, però, era stato allontanato dalla Casa Bianca appena quattro giorni dopo l’inizio del suo mandato.

Nelle ultime settimane, secondo alcune fonti, il CAISI avrebbe anche rimosso dal proprio sito i dettagli degli accordi con cui Google, Microsoft e xAI si erano impegnate a sottoporre i nuovi modelli AI a verifiche di sicurezza prima del lancio pubblico, un elemento che alimenta ulteriori dubbi sulla direzione futura dell’ente.

La vicenda arriva in un momento in cui la Casa Bianca ha intensificato l’attenzione sui rischi di cybersicurezza legati al rilascio di nuovi modelli AI, mentre prosegue la linea dell’amministrazione favorevole a un approccio “hands-off” nei confronti del settore tecnologico, ribadita da Trump fin dal suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025. Il continuo avvicendamento alla guida del CAISI, terzo cambio di leadership in pochi mesi, solleva interrogativi sulla capacità dell’agenzia di garantire continuità nella supervisione dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati al mondo, proprio mentre la competizione globale sull’AI si fa sempre più serrata.

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