Secondo tre statunitensi su quattro le principali aziende di AI non fanno abbastanza per prevenire i rischi

La ricerca, condotta da Reuters/Ipsos, evidenzia una crescente ansia tra la popolazione statunitense sulla capacità delle imprese tech di gestire i rischi associati allo sviluppo e all’implementazione delle tecnologie AI

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Secondo tre statunitensi su quattro le principali aziende di AI non fanno abbastanza per prevenire i rischi

La fiducia dei cittadini statunitensi nell’intelligenza artificiale è ai minimi storici. Un recente sondaggio condotto da Reuters e Ipsos ha rivelato che tre quarti della popolazione statunitense ritiene che le aziende di AI non stiano facendo abbastanza per prevenire disastri. Questo dato, emerso a settembre 2026, segna un punto di svolta nella percezione pubblica di una tecnologia che ha promesso di rivoluzionare il mondo. La sfiducia non è solo teorica. Gli statunitensi temono conseguenze concrete e immediate per il loro futuro lavorativo e sociale.

Il sondaggio ha evidenziato che il 73% dei cittadini è preoccupato che le imprese tecnologiche non abbiano fatto passi sufficienti per impedire danni seri alla società. Questo timore si traduce in una paura diffusa di vedere l’AI causare esiti avversi. La percezione del rischio è triplicata rispetto a chi non vede pericoli in questa tecnologia e la narrazione mediatica gioca un ruolo cruciale in questo scenario. Solo il 38% degli statunitensi giudica favorevole la copertura giornalistica dell’AI, un numero è in netto calo rispetto al 42% registrato un anno prima.

La preoccupazione principale riguarda l’impatto sul mercato del lavoro, con il 71% degli intervistati teme che l’AI possa causare una perdita permanente di posti di lavoro. Questa ansia economica alimenta la sfiducia verso i giganti del settore. Le aziende di tecnologia si trovano sotto una lente d’ingrandimento senza precedenti dovendo bilanciare l’innovazione con la responsabilità sociale in un contesto di crescente scetticismo.

Di fronte a questa ondata di sfiducia, il settore sta cercando di reagire. Grandi nomi come OpenAI, Anthropic e Google hanno avviato discussioni sulla sicurezza dell’AI. Questi colossi stanno esplorando la creazione di un organismo di standardizzazione indipendente con l’obiettivo di stabilire regole comuni per mitigare i rischi associati allo sviluppo di modelli sempre più potenti. Tuttavia, questi sforzi sembrano non essere sufficienti per rassicurare l’opinione pubblica.

Il panorama normativo è frammentato e in rapida evoluzione. A livello federale, il governo degli Stati Uniti ha preferito un approccio meno restrittivo, favorendo l’innovazione rispetto al controllo rigoroso. Tuttavia, i singoli stati stanno colmando il vuoto normativo. Entro marzo 2026, 45 stati avevano introdotto oltre 1500 disegni di legge sull’AI. Questo scenario legislativo caotico e frammentato crea incertezza per le aziende e confusione per i cittadini.

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