Per la prima volta nella storia la Santa Messa sarà celebrata in 60 lingue diverse grazie all’AI

Sarà possibile grazie allo strumento AI di traduzione in tempo reale Lara lanciato dall'azienda romana Translated

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Per la prima volta nella storia la Santa Messa sarà celebrata in 60 lingue diverse grazie all’AI

Per la prima volta nella storia, la Basilica di San Pietro apre le porte all’intelligenza artificiale per rendere la Santa Messa accessibile a fedeli di tutto il mondo. Nel 2024 l’azienda romana Translated ha lanciato Lara, un sistema di traduzione in tempo reale basato su AI che permetterà, in occasione del 400º anniversario della dedicazione della Basilica di San Pietro, di seguire la liturgia celebrata da Papa Leone XIV in 60 lingue diverse direttamente sul proprio smartphone.

Basterà scansionare un QR code all’ingresso per accedere a traduzioni audio e testuali istantanee, senza bisogno di scaricare app o dispositivi aggiuntivi. “Oggi possiamo abbattere le barriere linguistiche in tempo reale, in uno dei contesti più significativi immaginabili”, ha dichiarato il professor Alexander Waibel, pioniere del progetto e scienziato di Carnegie Mellon University.

L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Carnegie-AI, un progetto di ricerca e sviluppo legato alla Carnegie Mellon University e al Carnegie Council for Ethics in International Affairs, nasce da una riflessione più ampia sul ruolo dell’AI al servizio dell’umanità. Durante il World Meeting on Human Fraternity del 2025, esperti e leader religiosi hanno sottoscritto una dichiarazione che invita a utilizzare la tecnologia per favorire la comprensione reciproca. “L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento di comunione, non di divisione”, ha sottolineato il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, che ha definito il progetto “un segno di apertura e inclusione, in linea con la missione universale della Chiesa”. Secondo Marco Trombetti, CEO di Translated, “offrire questo servizio all’interno di San Pietro è un modo concreto per mettere l’AI al servizio dell’ascolto e della partecipazione”.

La scelta di introdurre l’AI in un luogo simbolo come la Basilica di San Pietro non è casuale. Il Vaticano, da tempo attento all’innovazione tecnologica, ha già sperimentato soluzioni digitali per avvicinare i fedeli, dalla trasmissione delle udienze papali in streaming alla traduzione in latino delle notizie. Tuttavia, Lara rappresenta un salto qualitativo, trasformando l’AI da strumento di supporto a facilitatore di esperienze condivise. “La tecnologia non sostituisce la preghiera, ma può aiutare a renderla più comprensibile e partecipata”, ha commentato un portavoce della Santa Sede. L’iniziativa, che debutterà ufficialmente il prossimo 18 novembre in occasione delle celebrazioni per l’anniversario, si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sull’uso etico dell’AI, tema caro anche a Papa Francesco, che nel 2025 ha dedicato un messaggio al G7 sull’AI, invitando a “mettere la persona al centro”.

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