Secondo quanto riporta Bloomberg News, Oracle, il colosso texano dei database e del cloud computing, starebbe pianificando di tagliare migliaia di posti di lavoro per gestire una crisi di liquidità derivante dal massiccio progetto di espansione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Secondo la banca d’investimento TD Cowen, i tagli potrebbero interessare tra le 20.000 e le 30.000 posizioni, una cifra che, su una forza lavoro globale di circa 162.000 dipendenti, rappresenta quasi un quinto dell’intero organico.
Per finanziare l’espansione della propria infrastruttura cloud, Oracle ha annunciato di voler raccogliere fino a 50 miliardi di dollari nel 2026 tramite una combinazione di debito e vendita di azioni. Wall Street prevede che le spese per i data center faranno scendere il flusso di cassa dell’azienda in negativo nei prossimi anni, prima che gli investimenti inizino a dare i loro frutti intorno al 2030. Un orizzonte temporale lungo, che mette pressione sui conti nel breve periodo e spinge il management a tagliare costi ovunque sia possibile.
Oracle non è sola in questa corsa al risparmio. Nel 2025 oltre 166.000 lavoratori del settore tecnologico hanno perso il lavoro, con giganti come Microsoft, Meta e Amazon che hanno annunciato tagli significativi spinti dalla pressione degli azionisti e dai rapidi progressi dell’AI.
L'azienda australiana WiseTech taglierà il 29% della sua forza lavoro a causa dell'AI
2000 posti di lavoro saranno tagliati nei prossimi due anni…
