OpenAI ha presentato Dots al DevDay 2026, svoltosi il 29 settembre a Fort Mason, San Francisco. Sono agenti AI autonomi, sempre attivi, alimentati da GPT-6 Astra, il modello di punta dell’azienda. Ogni Dot gira su un computer cloud dedicato, con browser proprio, e si connette a oltre 4.000 applicazioni. La risposta di OpenAI a Meta Muse è arrivata, ed è concreta.
La differenza rispetto ai chatbot tradizionali è nella persistenza. I Dots non si fermano quando si chiude la chat. Perseguono un obiettivo per ore o giorni, si rifanno vivi solo quando c’è qualcosa da decidere o da mostrare. Operano su ChatGPT, Slack, Microsoft Teams, messaggi di testo ed email. Possono gestire lavoro ricorrente, delegare sottocampiti ad agenti secondari e agire su dati provenienti da servizi connessi senza attendere ogni singola istruzione. Al DevDay, Sam Altman ha mostrato due dimostrazioni dal vivo: un Dot di nome Alfred che conclude una telefonata confermando che il sito è andato online con il design già approvato; un altro, Felipe, che modifica in tempo reale un dashboard aziendale e segnala autonomamente un conflitto tra una riunione finanziaria e la recita scolastica della figlia del titolare, proponendo di spostare l’appuntamento.
Gli utenti possono impostare regole e permessi precisi: cosa il Dot può fare da solo, cosa richiede approvazione, cosa non deve mai fare. Per impostazione predefinita i Dots usano solo strumenti in sola lettura, salvo autorizzazione esplicita. Le conversazioni con il proprio Dot non contano verso i limiti di utilizzo del piano. Il primo Dot è incluso senza costi aggiuntivi nei piani Pro da 100 dollari al mese e Business Premium. OpenAI sta testando anche Dots specializzati per funzioni aziendali specifiche, come approvvigionamento, contabilità e supporto clienti, con integrazione pianificata in Microsoft Agent 365.
Il contesto competitivo è diretto. Meta Muse ha scalato le classifiche dell’App Store nelle settimane precedenti al DevDay, superando ChatGPT come app gratuita più scaricata negli Stati Uniti e Canada. Dots nasce esplicitamente in risposta a quella pressione, così come al progetto OpenClaw di Peter Steinberger — assunto da OpenAI a febbraio — che ha definito l’architettura concettuale di questa categoria di agenti personali. Al DevDay Altman ha anche citato i numeri del 2026: 1,2 miliardi di utenti settimanali su ChatGPT, oltre 40 lanci di modelli nell’anno e 2,5 milioni di aziende che usano OpenAI quotidianamente.
Sul fronte modelli, DevDay ha portato anche GPT-6.1 Sol, descritto come capace di avvicinarsi alle prestazioni di GPT-6 Astra su coding e uso del computer a un quinto del prezzo: 2 dollari per milione di token in input contro i 10 di Astra. Una scelta che amplia l’accesso per gli sviluppatori senza sacrificare troppo in qualità. La CFO Sarah Friar ha dichiarato a CNBC che l’obiettivo è portare i Dots anche ai consumatori comuni, oltre la fascia premium attuale. Se la strategia regge, OpenAI potrebbe consolidare la sua posizione proprio nel segmento degli agenti personali — quello in cui Meta e altri stanno investendo di più.
