OpenAI, il gigante statunitense di ChatGPT, ha scelto la capitale del Regno Unito Londra per aprire il suo più grande centro di ricerca al di fuori degli Stati Uniti, con un investimento previsto di 17 miliardi di dollari entro il 2029. La mossa segna un passo strategico per l’azienda, che punta a rafforzare la collaborazione con università, istituzioni e talenti locali, in un momento in cui la competizione globale sull’intelligenza artificiale si fa sempre più serrata.
Secondo McKinsey, oltre il 50% delle aziende europee considera l’AI una priorità di investimento nei prossimi due anni, e Londra si conferma polo attrattivo grazie al suo ecosistema innovativo e alla presenza di colossi tech come Google e Microsoft, che solo nel 2026 investiranno complessivamente 650 miliardi di dollari in infrastrutture AI a livello globale.
L’hub londinese si concentrerà su progetti all’avanguardia: dallo sviluppo di modelli multimodali in grado di integrare testo, immagini e audio, alla sicurezza dell’AI e alle applicazioni in settori chiave come sanità, finanza e istruzione. “Questo centro non sarà solo un laboratorio di ricerca, ma un motore per trasformare l’innovazione in valore concreto per le imprese e la società”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI.
La notizia ha suscitato reazioni positive anche tra gli analisti, che vedono nell’iniziativa un segnale di fiducia nel mercato europeo, nonostante i timori di una possibile bolla speculativa. “L’Europa ha il potenziale per diventare un hub globale per l’AI etica e sostenibile”, ha commentato Luciano Floridi, esperto di etica digitale.
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