OpenAI acquisisce Pierre Computer Company per integrare Code Storage in Codex

OpenAI ha annunciato il 4 novembre l'acquisizione di Pierre Computer Company, startup di San Francisco che sviluppa Code Storage e strumenti open source già usati in Codex. Il prezzo non è stato reso noto e l'operazione deve ancora chiudersi.

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OpenAI acquisisce Pierre Computer Company per integrare Code Storage in Codex

OpenAI ha annunciato l’acquisizione di Pierre Computer Company, startup di San Francisco che sviluppa Code Storage, un livello di infrastruttura per Git, e una serie di strumenti open source per sviluppatori. L’annuncio è arrivato il 4 novembre. Nessuna delle due società ha comunicato il prezzo dell’operazione.

Pierre ha tre anni di vita e costruisce software per gestire e rivedere il codice. Due delle sue librerie open source, Trees e Diffs, girano già dentro l’app Codex. OpenAI ha citato in particolare la modalità Edit di Diffs e Highlights, rilasciato di recente, come componenti utili ai team di sviluppo. In parte, quindi, l’azienda porta in casa le persone che hanno scritto strumenti da cui il suo prodotto già dipende.

Il piano è portare le funzioni di Code Storage dentro Codex. OpenAI non ha indicato quali funzioni né con quali tempi. Fino a quel momento i clienti attuali potranno continuare a usare il prodotto, mentre i progetti open source di Pierre resteranno aperti e OpenAI promette di continuare a contribuire. L’operazione è soggetta alle consuete approvazioni e condizioni di chiusura, e fino ad allora le due società restano indipendenti.

Il contesto è la corsa agli agenti per la programmazione. Quando decine di agenti generano codice in parallelo, serve un posto dove salvarlo, tracciarlo e rivederlo. OpenAI ha già costruito internamente Pando, un backend per il controllo del codice sorgente pensato per i flussi di lavoro paralleli degli agenti. Secondo quanto riportato, avrebbe ridotto le latenze di rilascio del codice di circa l’80%, e l’azienda starebbe valutando di venderlo alle imprese. Pando e Pierre sono progetti distinti: il primo è nato in casa, il secondo arriva dall’esterno.

Anche il quadro competitivo spiega la mossa. Il presidente Greg Brockman ha ammesso che OpenAI «non era nemmeno nella conversazione» sul coding con agenti, terreno dove Claude di Anthropic ha guadagnato spazio. Nel corso dell’anno OpenAI ha spinto Codex con più decisione, portandolo su Mac e poi su Windows. Con Code Storage l’azienda si avvicina a un territorio finora presidiato da GitHub, che appartiene a Microsoft, partner e azionista di OpenAI. L’azienda non ha annunciato l’intenzione di abbandonare l’integrazione con GitHub né di spostare i progetti Codex su Pierre.

Se Code Storage verrà integrato davvero, Codex potrebbe offrire in un unico ambiente scrittura, archiviazione e revisione del codice prodotto dagli agenti. Resta da vedere quanto spazio OpenAI lascerà a GitHub dentro quel flusso.


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