Nvidia ha annunciato il 15 giugno 2026 l’emissione di obbligazioni aziendali per raccogliere fino a 25 miliardi di dollari sul mercato statunitense, la prima operazione di questo tipo in cinque anni. L’ultima volta che il colosso dei chip aveva fatto ricorso al mercato obbligazionario era il giugno 2021, quando aveva raccolto 5 miliardi.
Il bond è strutturato in sette tranches con scadenze diverse, la più lunga delle quali arriva fino al 2056. Per i titoli a 30 anni, il rendimento iniziale è previsto circa 0,9 punti percentuali al di sopra dei Treasury statunitensi, il parametro di riferimento del mercato obbligazionario statunitense. L’operazione è gestita da tre grandi banche d’affari: Goldman Sachs, J.P. Morgan e Morgan Stanley.
Il segnale più significativo arriva dalla domanda degli investitori, che ha raggiunto circa 85 miliardi di dollari, più di quattro volte l’importo offerto. Un risultato che dice molto sulla fiducia del mercato in Nvidia e nel settore dell’intelligenza artificiale. La società dispone ancora di 13,24 miliardi di dollari in cassa, il che rende questa operazione non una necessità finanziaria ma una scelta strategica di gestione del capitale, effettuata da una posizione di forza. Gli analisti leggono l’emissione come una decisione intelligente attraverso cui Nvidia può rifinanziare il debito esistente a condizioni potenzialmente favorevoli mantenendo intatte le proprie riserve di liquidità per investimenti in AI, acquisizioni e la massiccia spesa in ricerca e sviluppo legata ai chip di nuova generazione.
Gli analisti di Melius Research, guidati da Ben Reitzes, hanno ribadito il loro giudizio orientato all’acquisto sul titolo, descrivendo Nvidia come in rotta di collisione con Alphabet e perfettamente posizionata per diventare la spina dorsale dell’AI aziendale autonoma, trasformandosi da semplice fornitore di hardware in infrastruttura software completa.
Il quadro generale è quello di una spesa tecnologica in forte accelerazione, con i grandi player del settore che prevedono investimenti complessivi superiori ai 700 miliardi di dollari nel 2026, rispetto ai 400 miliardi del 2025. L’emissione permetterà a Nvidia di avere più margine per investire nell’AI, rifinanziare il debito e continuare a restituire valore agli azionisti tramite un riacquisto di azioni proprie e dividendi. Il mercato ha accolto positivamente la notizia e il titolo ha guadagnato il 3,5% nella giornata dell’annuncio, portando il rialzo da inizio anno a circa il 14%.
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