Nvidia nel mirino dei repubblicani Usa: ha contribuito indirettamente a potenziare l’esercito cinese

Secondo documenti interni di Nvidia alcuni ingegneri aziendali hanno contribuito a potenziare modelli AI di DeepSeek poi usati dall'esercito cinese

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Nvidia nel mirino dei repubblicani Usa: ha contribuito indirettamente a potenziare l’esercito cinese

Un importante esponente del Congresso degli Stati Uniti ha acceso i riflettori su Nvidia per il suo ruolo determinante nel perfezionare modelli di intelligenza artificiale sviluppati dalla società cinese DeepSeek, poi potenzialmente utilizzati dall’esercito di Pechino.

In una lettera indirizzata al segretario al commercio degli Usa, il deputato repubblicano John Moolenaar ha citato documenti interni dell’azienda secondo cui ingegneri di Nvidia avrebbero aiutato DeepSeek a migliorare l’efficienza di addestramento dei propri modelli, riducendo il tempo di calcolo necessario. Secondo quanto riportato, il modello “V3” di DeepSeek avrebbe richiesto poco più di 2,7 milioni di ore di GPU H800 per l’addestramento, cifra inferiore a quella tipica dei modelli di punta statunitensi come quelli di OpenAI o Google.

La vicenda solleva dubbi sulla capacità statunitensi di controllare l’uso finale di tecnologie avanzate esportate all’estero, una preoccupazione che da tempo attanaglia gli apparati della sicurezza. Nvidia ha sempre trattato DeepSeek come partner commerciale legittimo e, al momento dello scambio commerciale, non c’erano indicazioni pubbliche sul fatto che i modelli fossero destinati a usi militari. Le GPU H800 su cui DeepSeek si è basata erano progettate per il mercato cinese e vendute prima che entrassero in vigore controlli americani più severi sulle esportazioni di chip ad alta potenza. Nel frattempo l’amministrazione degli Stati Uniti ha autorizzato la vendita di modelli più potenti, come gli H200, con restrizioni specifiche per evitare che finiscano nelle mani di entità collegate all’esercito.

Nvidia ha definito “poco plausibile” l’ipotesi che le forze armate cinesi dipendano dalla tecnologia statunitense per le loro applicazioni più sensibili, ma il caso ha già alimentato un acceso dibattito politico di vecchia data. Moolenaar sostiene che la vicenda evidenzia la necessità di maggiori controlli sulle licenze e sull’applicazione delle regole di esportazione, affinché una tecnologia dirompente come l’AI non rafforzi potenziali avversari globali.


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