Nvidia, cominciate le prime spedizioni di chip H200 verso la Cina. Gli USA parlano di quantità “molto limitate”

La decisione di autorizzare la vendita dei chip H200, tra i più potenti per l’AI, rappresenta un cambio di rotta rispetto alle restrizioni imposte dagli USA

3 min.

Nvidia, cominciate le prime spedizioni di chip H200 verso la Cina. Gli USA parlano di quantità “molto limitate”

Le prime spedizioni dei chip NVIDIA H200 verso la Cina sono ufficialmente iniziate, ma il volume rimane “molto limitato”. A confermarlo è Jeffrey Kessler, sottosegretario al Commercio degli Stati Uniti per l’industria e la sicurezza, durante un’audizione al Congresso. Nonostante le approvazioni concesse a una decina di colossi tecnologici cinesi — tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance e JD.com — le quantità consegnate finora sono “triviali”, come ha sottolineato Kessler, senza specificare numeri precisi o i nomi delle aziende coinvolte.

La decisione di autorizzare la vendita dei chip H200, tra i più potenti per l’AI dopo la linea Blackwell (ancora vietata in Cina), rappresenta un cambio di rotta rispetto alle restrizioni imposte dagli USA a partire dal 2022. Allora, l’amministrazione Biden aveva bloccato quasi completamente l’export di semiconduttori avanzati verso la Cina per impedire che la tecnologia finisse in mani militari. Con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, però, la linea si è parzialmente allentata. Già a dicembre 2025, il presidente aveva annunciato che la vendita dei chip H200 sarebbe stata permessa in cambio di una quota del 25% sui ricavi per il governo statunitense.

Le approvazioni non significano però un via libera. Ogni richiesta viene esaminata caso per caso, con controlli rigorosi per garantire che i chip non vengano usati per scopi militari. Alan Estevez, altro alto funzionario del Dipartimento del Commercio, ha confermato che le spedizioni sono partite, ma ha evitato di fornire dettagli sui volumi o sulle aziende destinatarie. Gregory Meeks, deputato democratico, ha criticato la mossa, accusando l’amministrazione di usare i chip come “moneta di scambio” nelle trattative commerciali con Pechino, a discapito della sicurezza nazionale.

Il contesto è delicato. La Cina, da parte sua, ha rafforzato i controlli sulle importazioni di tecnologie straniere, e non è detto che tutte le richieste approvate dagli USA verranno effettivamente autorizzate dalle autorità cinesi. Inoltre, le tensioni tra Washington e Pechino restano alte: solo a maggio, la Cina aveva bloccato l’uso di CPU Intel e AMD nei computer governativi, spingendo verso soluzioni locali come i processori Loongson e Phytium.

Cosa cambia per il mercato? Gli analisti sottolineano che, nonostante l’apertura, i numeri restano bassi. Secondo alcune stime, le aziende cinesi avrebbero richiesto tra 5.000 e 82.000 unità di H200, ma le consegne reali sono ancora lontane da questi obiettivi. NVIDIA, intanto, ha visto salire le sue azioni dell’1% dopo l’annuncio delle prime spedizioni, segno che il mercato accoglie con favore la notizia, seppur con prudenza.

La domanda sorge spontanea: è un primo passo verso una normalizzazione dei rapporti tecnologici tra USA e Cina, o solo una mossa tattica in un gioco più ampio? Per ora, i chip H200 in Cina restano un’eccezione più che una regola.


Articoli simili

Ultime news


Meta lancia i due nuovi modelli Muse Wonder: secondo l’azienda sono al pari dei competitor

Il cuore dell’innovazione risiede in due funzionalità chiave denominate Active…

Trump ribattezza l’AI “Super Intelligence” con decreto esecutivo

Il presidente Donald Trump ha firmato un decreto esecutivo che…

Atlassian integra GPT-6 Astra in Jira e Confluence con il nuovo accordo OpenAI

Atlassian e OpenAI hanno ampliato la loro partnership il 6…

La sollevazione dei residenti dell’isola di Batam: c’è crisi idrica ma i data center consumano acqua

Recentemente circa 300 residenti hanno assaltato un compound di data…

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026

Exit mobile version