Negli USA è nato il movimento QuitGPT: una campagna politica contro OpenAI e il suo chatbot

Gli attivisti accusano i vertici dell'azienda di essere promotori delle politiche trumpiane e consigliano ai cittadini soluzioni AI di altre aziende

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È nato online un movimento che sta facendo discutere, si chiama #QuitGPT e invita milioni di utenti a cancellare gli abbonamenti o smettere di usare ChatGPT, il celebre chatbot di OpenAI. La campagna, sostenuta da volti noti come l’attore Mark Ruffalo e da accademici come Scott Galloway della New York University, accusa OpenAI di intrecci di interessi opachi tra intelligenza artificiale, potere economico e politica, in particolare con l’area trumpiana della politica statunitense.

Scritta che appare su https://quitgpt.org/#

Secondo i promotori, il presidente di OpenAI Greg Brockman e sua moglie avrebbero donato oltre 25 milioni di dollari al movimento MAGA nel 2025, una cifra 26 volte superiore a quella di qualsiasi altra grande azienda tech. “Non vogliamo finanziare chi sostiene politiche che danneggiano la democrazia e i diritti umani”, si legge sul sito ufficiale di QuitGPT, dove si invita a preferire alternative come Gemini di Google o Claude di Anthropic.

Il boicottaggio non ha solo ragioni politiche ed etiche ma anche tecniche e molti utenti lamentano anche le prestazioni deludenti dell’ultimo modello, GPT-5.2, definito “troppo compiacente” e instabile per chi lavora su testi complessi o codice. La protesta ha già raccolto oltre 700.000 adesioni e il post Instagram con Ruffalo ha superato i 40 milioni di visualizzazioni. “Esistono altre app valide che non finanziano il male nel mondo”, ha scritto l’attore, diventato simbolo della campagna. Gli organizzatori denunciano anche l’uso di GPT-4 da parte dell’agenzia federale ICE, finita al centro di proteste a causa del suo comportamento violento che ha portato all’uccisione di due cittadini statunitensi, per valutare i curriculum dei candidati, pratica che OpenAI ha smentito, precisando che l’ICE utilizza solo un abbonamento professionale standard.

Gli esperti sottolineano che, sebbene sia presto per valutare l’impatto reale di #QuitGPT, il movimento sta già influenzando un dibattito etico sull’AI. “Il boicottaggio colpisce un’azienda vulnerabile, che ha recentemente smantellato il team dedicato alla sicurezza etica”, spiega il MIT Technology Review.

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