L’alleanza tecnologica tra Roma e Washington resiste alle turbolenze della politica. Nonostante il recente e pubblico scontro diplomatico tra la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, innescato dalle critiche di quest’ultimo sul posizionamento italiano nel conflitto in Iran, l’Italia ha confermato ufficialmente la sua adesione a Pax Silica, l’ambiziosa iniziativa geopolitica a guida statunitense nata per mettere in sicurezza l’intera filiera dell’intelligenza artificiale, dai minerali critici fino ai microchip di ultima generazione.
La firma formale del Memorandum d’intesa tra il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Segretario di Stato USA Marco Rubio avverrà «alla prima occasione utile», superando il congelamento diplomatico dei giorni scorsi che aveva portato all’annullamento del bilaterale previsto a Miami.
La Pax Silica rappresenta il nuovo manifesto della supremazia tecnologica statunitense, un consorzio globale progettato per spezzare la dipendenza dell’Occidente dalle forniture e dalle infrastrutture digitali cinesi. Concepita dall’Under Secretary of State per gli Affari Economici Jacob Helberg, l’iniziativa non punta all’autarchia dei singoli stati, bensì alla creazione di un ecosistema integrato in cui ogni alleato mette a fattore comune le proprie eccellenze sotto il piano della potenza di calcolo, energia, risorse minerarie o capacità manifatturiere. Il network si sta espandendo rapidamente a livello globale; solo in questa sessione si sono uniti 9 nuovi firmatari, tra cui colossi industriali come la Germania, i Paesi Bassi e la stessa Commissione Europea. Per dare sostanza al progetto, Washington ha già stanziato un fondo iniziale da 250 milioni di dollari destinato a catalizzare ulteriori investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture critiche del blocco alleato.
A sbloccare lo stallo italiano a Washington è stato l’Ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale per l’innovazione, che ha partecipato in veste di osservatore al summit inaugurale firmando la Dichiarazione congiunta sulle opportunità dell’AI. Intervistato dal Corriere della Sera, Varricchio ha sottolineato l’alto valore politico del passo compiuto, dichiarando che l’accordo «fornisce una base politica che dimostra la volontà di riprendere da dove avevamo temporaneamente interrotto».
La scelta di Roma conferma come la sicurezza delle catene di approvvigionamento tecnologico sia ormai considerata un pilastro della sicurezza nazionale non negoziabile. Sottoscrivendo l’accordo insieme a partner come Regno Unito, Giappone, India e Corea del Sud, l’Italia si posiziona come uno snodo centrale della nuova sovranità dell’innovazione occidentale, dimostrando che i dossier industriali di lungo termine viaggiano su binari separati rispetto alle temporanee frizioni tra i leader politici.
La Norvegia aderisce alla Pax Silica voluta dagli Stati Uniti
Si tratta di un'iniziativa lanciata dagli USA a dicembre 2025…
