Il Generale di Brigata Ebrahim Zolfaghari delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha diffuso un video che si apre su un’immagine satellitare sfocata del deserto, per poi mettere a fuoco nitidamente il campus di data center Stargate ad Abu Dhabi, con il seguente messaggio: “Niente sfugge al nostro sguardo, anche se nascosto da Google”. La minaccia è molto chiara: se gli Stati Uniti colpiranno le infrastrutture civili iraniane, tutte le aziende tecnologiche della regione con azionisti statunitensi, insieme alle infrastrutture energetiche, andranno incontro ad una “distruzione completa”.
Il bersaglio scelto non è casuale. Stargate UAE è un progetto multimiliardario che coinvolge OpenAI, Microsoft, Nvidia, Oracle, Cisco e SoftBank, concepito come uno dei più grandi hub di calcolo per l’intelligenza artificiale al mondo fuori dagli Stati Uniti. Progettato per scalare fino a 1 gigawatt di capacità su un campus di circa 19 km², quando sarà pienamente operativo sarà il più grande data center mai costruito al di fuori degli Stati Uniti e una colonna portante dell’AI globale.
Prima dell’alba del primo marzo 2026, droni iraniani Shahed avevano già colpito due data center di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti, danneggiandone un terzo in Bahrain, mettendo offline per oltre 24 ore due delle tre zone di disponibilità della regione AWS ME-CENTRAL-1. L’attacco ha rappresentato il primo caso nella storia in cui uno stato ha deliberatamente preso di mira data center commerciali come parte di una campagna militare attiva. Se le minacce geopolitiche dovessero continuare ad associarsi sistematicamente ai data center del Golfo, l’effetto domino sugli investimenti tecnologici nella regione potrebbe essere profondo.
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