Le due aziende di intelligenza artificiale Cohere, con sede in Canada, e Aleph Alpha, con sede in Germania, sono in trattative avanzate per una fusione che potrebbe avere degli importanti effetti sugli equilibri globali del mercato dell’AI. A riportarlo è il quotidiano tedesco Handelsblatt, che spiega come il governo di Berlino sostenga attivamente l’operazione e sia pronto a diventare un cliente chiave della nuova entità per potenziare i servizi digitali pubblici.
Il ministro per la trasformazione digitale tedesco Karsten Wildberger ha definito la possibile unione “un segnale fortissimo”, sottolineando come Canada e Germania stiano già collaborando strettamente nel settore. La nuova società avrebbe sedi in entrambi i paesi e punterebbe a competere con i colossi statunitensi e cinesi, in un mercato dove l’Europa cerca di recuperare terreno.
Cohere, valutata 7 miliardi di dollari e con ricavi ricorrenti annuali superiori ai 240 milioni, vanta margini lordi del 70% e una forte presenza nei settori regolamentati, come finanza e sanità. Aleph Alpha, con sede a Heidelberg, ha raccolto finora 533 milioni di euro e si distingue per modelli multilingue e soluzioni digitali sovrane, cioè conformi alle stringenti normative europee sulla privacy. Entrambe le aziende sono inoltre partner di SAP, nota azienda tedesca attiva nel settore del software per la gestione aziendale, e collaborano con giganti come Oracle e Microsoft, che solo a dicembre ha annunciato investimenti per 23 miliardi di dollari nel settore AI, parte dei quali destinati proprio a Canada e Germania. La fusione permetterebbe a Cohere di consolidare la sua espansione in Europa, mentre Aleph Alpha accederebbe a capitali e competenze nordamericane.
Gli esperti vedono nell’operazione un potenziale punto di svolta per l’indipendenza tecnologica del continente europeo. “Una fusione di questo tipo potrebbe dimostrare che l’Europa è in grado di creare campioni globali nell’AI, senza dipendere da Washington o Pechino”, ha commentato un analista del portale Retail-News.
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