🗺️ Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non è a costo zero. È di questo che l’Europa sembra accorgersi piano piano, vista l’intrusione territoriale e l’impatto ambientale che i data center stanno causando in molte zone del continente e il livello di importanza strategica che queste strutture assumono anche in contesti bellici.
🇮🇹 Per questa ragione, sabato 10 ottobre è andata in scena a Milano la prima manifestazione nazionale contro lo sviluppo incontrollato dei data center sul territorio italiano organizzata dalla rete Rete Stop Data Center. La Lombardia, e in particolare l’hinterland milanese, sono stati eletti come nuovo centro nevralgico per lo sviluppo europeo delle infrastrutture dedicate all’AI, con tutte le conseguenze ambientali e sociali che questo può comportare. Il malcontento sembra essere molto diffuso, tanto che Regione Lombardia ha già annunciato una revisione della legge regionale sul tema approvata recentemente. Nel frattempo la città di Milano ha deciso di candidarsi città sede per la governance mondiale dell’AI.
🇪🇸 Interessante su questo tema è la posizione presa dal governo spagnolo di Pedro Sánchez nella regolamentazione dell’insediamento di nuovi centri dati. Il governo uscente di Madrid è infatti intervenuto con una nuova legge che impone regole più stringenti e maggiori vincoli ambientali, con il fine ultimo di bilanciare la necessità di attrarre investimenti nel settore digitale e tutelare l’ambiente dal consumo eccessivo di risorse in maniera irreversibile. Il cuore della nuova normativa riguarda il consumo energetico e idrico, due risorse sempre più scarse in una regione mediterranea colpata da siccità ricorrenti. Il progetto di decreto stabilisce che i nuovi data center con un input energetico superiore a 1 MW dovranno garantire che almeno l’80% del loro consumo orario sia coperto da generazione rinnovabile equivalente.
🇮🇳 Un provvedimento analogo è stato preso anche dal governo indiano in materia. L’India, un paese che negli ultimi anni ha cercato di fare il massimo per attrarre investimenti digitali e pone lo sviluppo dell’AI al centro della sua strategia economica, introdurrà una nuova regolamentazione per i data center per limitare il consumo energetico e idrico. L’obiettivo del governo è anche quello di tutelare i consumatori finali da un vertiginoso aumento dei costi causati dallo sviluppo infrastrutturale della tecnologia.
💣Da tempo è cosa nota che le infrastrutture digitali siano un obiettivo militare negli attuali conflitti armati. D’altronde l’AI è anche uno strumento militare che viene quotidianamente utilizzato per diversi fini da tutte le parti in conflitto oggi nel mondo. Questo era già stato dimostrato quando l’Iran, in risposta all’aggressione subita da parte di Stati Uniti e Israele, lo scorso aprile ha preso di mira alcune strutture di Amazon e Oracle fra Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Questa strategia si è spostata anche nell’agenda militare ucraina, che di recente ha preso di mira le infrastrutture digitali russe di Yandex e Sberbank in diverse occasioni causando copiosi danni e malfunzionamenti dei servizi.
💡💹Sul versante del mercato e dell’innovazione, Meta Platforms lancia i due modelli Muse Wonder, definiti dall’azienda come i due strumenti più efficienti mai messi sul mercato, pensati per trasformare radicalmente il modo in cui le macchine elaborano le informazioni e insidiare i rivali, mentre in OpenAI si registra un periodo piuttosto tumultuoso sul piano dello spionaggio interno. Dopo aver licenziato tre dipendenti a causa di una violazione delle norme sulla protezione dei dati sensibili dell’azienda, l’FBI ha arrestato un ingegnere saudita che lavorava in OpneAI accusato di aver registrato senza permesso negli uffici dell’azienda. Il tutto prima che OpenAI lanciasse delle pesanti accuse nei confronti di un ex dipendente ora in Apple, cioè quelle di aver sottratto file relativi a un dispositivo non ancora rilasciato per condividerli poi con Apple.
🔒Anthropic lancia un nuovo allarme sul fronte sicurezza. L’azienda diretta dai fratelli Amodei ha diramato un nuovo allarme sulle capacità dell’AI di copiarsi e infiltrarsi addirittura nelle infrastrutture domestiche in totale autonomia. Un altro allarme, più di natura economica e sociale, arriva invece dal Fondo Monetario Internazionale. L’istituzione ha menzionato un concreto rischio per la tassazione e i servizi derivante dallo spostamento della ricchezza dal lavoro al capitale che, nel tempo, potrebbe ridurre notevolmente le entrate fiscali dello stato.
🧠Per concludere c’è un altro allarme inerente all’utilizzo prolungato di strumenti di AI, questa volta di tipo psicologico e sociale, di cui hanno parlato apertamente gli esperti medici dei Serd. Quest’ultimi segnalano il concreto rischio che l’AI possa accrescere le possibilità di sviluppare una dipendenza emotiva dalla tecnologia, soprattutto in soggetti già predisposti. L’allarme ha richiamato già ai diversi casi ed esempi registrati in questo campo.
