In un messaggio ai dipendenti Dario Amodei ha svelato i retroscena sullo scontro col Pentagono

Secondo il racconto del CEO di Anthropic le trattative sono saltate quando il Pentagono ha chiesto la rimozione della clausola sul divieto di analisi di dati acquisiti in massa

Etica 5 mar 2026

2 min.

In un messaggio ai dipendenti Dario Amodei ha svelato i retroscena sullo scontro col Pentagono

In una lettera interna di 1.600 parole riservata ai dipendenti, il CEO di Anthropic Dario Amodei ha svelato i retroscena della rottura con il Pentagono, definendo la vicenda una “lezione su cosa succede quando non ci si piega al potere”. Secondo giornali come The Information e Axios, Amodei ha scritto che il governo statunitense ha punito Anthropic perché, a differenza di OpenAI, l’azienda non ha donato a Donald Trump né gli ha rivolto “lodi da dittatore”.

Il documento attacca anche Sam Altman, CEO di OpenAI, accusandolo di aver creato una messa in scena con apparenti misure di sicurezza e di aver mentito sulla portata del suo accordo con il Pentagono: “Le loro dichiarazioni sono bugie belle e buone”, avrebbe scritto Amodei, sottolineando che OpenAI ha accettato le condizioni che Anthropic aveva rifiutato per motivazioni etiche.

Il cuore della lettera è la difesa delle due condizioni inaccettabili per Anthropic: nessuna sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi e nessun impiego in armi autonome letali. Amodei ha rivelato che, durante le trattative, il Pentagono aveva quasi accettato le sue clausole, salvo poi chiedere di cancellare una frase chiave sull’“analisi di dati acquisiti in massa”, proprio quella che avrebbe permesso la sorveglianza indiscriminata. “Hanno voluto togliere l’unica riga che ci proteggeva dallo scenario peggiore”, ha scritto, definendo la mossa “sospetta” e confermando il rifiuto dell’azienda. La lettera spiegava anche perché Anthropic non si oppone all’uso militare in generale dell’intelligenza artificiale, ma solo quando questa rischia di “minare, invece che difendere, i valori democratici”.

Il CEO di Anthropic ha chiuso il suo messaggio con una promessa: “Se ci costringeranno a uscire, faremo in modo che la transizione sia liscia, ma non rinunceremo ai nostri principi”. Intanto, Claude, il chatbot di Anthropic, ha superato ChatGPT nelle classifiche, segno che il comportamento aziendale è stato apprezzato dal grande pubblico.

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