L’intelligenza artificiale sta vivendo un cambio di passo nelle imprese italiane. Secondo i dati Istat, nel 2025 il 16,4% delle aziende con almeno 10 addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di AI, con una crescita importante rispetto al 5% registrato nel 2023.
In sostanza, in appena due anni la quota si è più che triplicata. I campi in cui l’AI viene applicata più spesso sono il marketing e le vendite, la gestione amministrativa e la ricerca e sviluppo. Si tratta anche delle stesse aree che mostrano gli incrementi più rapidi rispetto all’anno precedente, con aumenti superiori al 60%.
Il quadro, però, è a due velocità. Le grandi imprese passano dal 32,5% al 53,1%, ampliando il divario rispetto alle piccole e medie imprese, il cui utilizzo raddoppia ma si ferma al 15,7%. Ancora più preoccupante il dato su chi vorrebbe adottare l’AI ma non riesce. Infatti, quasi il 60% delle imprese che ha valutato investimenti in AI senza poi realizzarli indica la mancanza di competenze adeguate come principale freno, seguita dalla scarsa chiarezza normativa, segnalata dal 47,3%.
Sul fronte europeo, il confronto non sorride all’Italia. Nel 2025 la media Ue si attesta al 19,95% delle imprese con almeno 10 addetti, con forti differenze tra paesi: si va dal 5,21% della Romania al 42,03% della Danimarca. L’Italia, ferma al 16,4%, si colloca nella fascia medio-bassa.
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